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ALBA GONZALES, NELLA SCULTURA IL SOGNO DELLA REALTÀ

2013-06-26 18.07.07

La plasticità elegante del movimento riportano l’osservatore delle opere scultoree di Alba Gonzales ad archetipi rinascimentali femminili ed è anche con lo scalpello e la fusione del bronzo che si scrive la storia dell’umanità.

Il concetto di archetipo femminile, ovvero l’eterno femminino riferito al Rinascimento è sintesi dell’eredità petrarchesca del dolce stilnovo e michelangiolesca commista all’eredità araba, normanna, etrusca e celtica. Il desiderio non appagato, l’amore come insoddisfazione e mancanza, è tema centrale della trasfigurazione scultorea della genialità di Alba Gonzales alla ricerca delle forme sensuali. Le sue opere rifuggono da ogni descrizione oggettiva della realtà, dando così spazio alla fantasia mitologica filtrata dagli occhi del presente. È in questo concetto che fin dagli inizi degli anni ’70 si sviluppa e si consolida il segno del suo stile scultoreo, riconoscibile ed individuabile sia nelle opere in bronzo sia nel marmo di Carrara. È attraverso queste due forme di materia che Alba Gonzales concretizza i sogni originali fantastici e le sue visioni surreali.

A. GonzalesApprezzo l’opera di Alba Gonzales fin dal 1997, a Fregene, quando la incontrai personalmente nel luogo magico della sua arte, il Museo di scultura all’aperto e sale interne “Pianeta Azzurro”, Centro Internazionale di Scultura Contemporanea. Questa estate 2013, in occasione dell’ormai tradizionale evento “L’Isola del Cinema” curato da Giorgio Ginori e dalla fidata equipe culturale, alcune sue opere in bronzo sono esposte sulla riva destra del Tevere e sono facilmente raggiungibili dalla scalinata di ponte Cestio, all’isola tiberina: la “Centaura di Ares”, nella totale drammaticità della guerra offre l’elmetto di spine; “Chira, Centaura di Enea”, che ama la musica e la danza nella sua bellezza muliebre; “l’Amore mette le ali” è l’accostamento stilnovista tra l’essere e l’angelo, pur se il riferimento è all’Ars Amandi di Ovidio e all’Amore e Psiche di mitologica memoria dalla quale si è ispirato anche Antonio Canova; “Chimera e le maschere” nella dualità tra il bene ed il male, lato oscuro ed il lato solare; “Lei vede e non vede o altrove guarda” dove la più grande bugia propinata è: la legge è uguale per tutti e guai a colui che si incapriccia a voler giusta la giustizia!

Alcune opere di Alba Gonzales riportano l’immagine della donna all’orientamento e guida dell’essere solare e angelico. Ricordo l’opera in bronzo, l’albero della vita del 2006 denominato “Oh, felix culpa” dove è evidente il riferimento all’Antico Testamento dell’albero di melo (malus) le cui radici sono nel ventre della donna che ha da poco partorito il figlio dei tempi, riconducibile alla piccola clessidra.

 

2013-06-26 18.07.28D –  Bronzo o marmo, quale materia è più consona alla tua comunicazione?

 

R – Sono le forme, i messaggi che desidero comunicare e i fattori tecnici che mi fanno scegliere tra queste due materie che amo nella stessa misura.

 

D – Alba Gonzales nella sua continua ricerca dell’espressione scultorea evidenzia i disagi esistenziali; una personale riflessione?

 

R – Penso che un’artista deve dare testimonianza del tempo che il destino o forse Dio gli ha concesso di vivere.

 

D – La tua ricerca attuale su quale rappresentazione simbolica è incentrata?

 

R – Io credo di avere un temperamento con molte sfaccettature. Sin da giovinetta ero una appassionata lettrice del grande Pirandello. Penso che il suo osservare le varie realtà da innumerevoli lati, abbia contribuito a formarmi l’idea che tutto sia relativo e legato alle emozioni del momento che si sta vivendo.

Sicuramente avverto la contaminazione della bestia che alberga in ogni essere umano e sono portata a sottolinearla in tutte le sue peculiarità attraverso varie metamorfosi. Contrariamente a ciò  spesso sottolineo con ironia alcune debolezze di cui l’uomo è ricco, intendo naturalmente, anche la donna.

Insomma, “vado dove mi porta il cuore” ma di più sicuramente è il mio inconscio che mi tira per mano anche dalla parte opposta.

 

2013-06-26 18.07.59Alba Gonzales è nata a Roma da madre siciliana e da padre spagnolo. Abita a Roma, a Monteverde, il quartiere della Cultura dove Marco Valerio Marziale aveva un possedimento agreste appena sopra il fontanone del Gianicolo così come è citato nel libro pubblicato recentemente “Da Monteverde al mare”. Nelle opere di Alba Gonzales confluiscono echi dell’antica Grecia ed umori calienti della Spagna con un abbraccio coraggioso a Michelangelo Buonarroti nel suo “Omaggio ad Antinoo” del 2002.

 

D – La danza, il teatro, la musica si rispecchiano nelle tue opere scultoree; quali oblique armonie confluiscono nella completezza della tua realizzazione artistica?

 

R – Nella Scultura e nella Musica ci sono dei comuni denominatori: il ritmo, il volume e il colore, ed ambedue amano invadere lo spazio.

 

La donna in Alba Gonzales è una donna concreta che si trasforma in un ideale di sogno.

Le sue opere si trovano presso musei, enti e collezionisti privati e ben figurerebbero ad ornamento delle città.

Alba Gonzales, la Michelangelo del terzo millennio, a suo modo è un don Quijote che si muove in una Mancha a lei consona, amatoria e femminile, alla ricerca di un contenuto che colmi l’archetipo dell’eterno femminino.

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