Crea sito

Altilia e la sua rinnovata storia nel Premio Letterario Nazionale Un Libro Amico Per L’Inverno

Cattedra del Premio

La cultura guelfa medioevale fa risalire il nome di Altilia, ora nel cosentino, ad una cittadina in terra d’Abruzzo, fondata dai sanniti, che venne prima rasa al suolo da Attila, il flagello di Dio, poi da ripetuti terremoti ed in seguito distrutta e abbandonata dopo un saccheggio saraceno. Non è da dimenticare che i mori, così venivano chiamati i saraceni, gli arabi, misero a ferro e fuoco il centro e il sud della penisola italica. Eufemisticamente i luoghi, le località, i posti in cui si trovano le rovine di antichi edifici, distrutti da Attila, venivano ricordati dal volgo italico lombardo alterando l’idioma in Altilium, Altilius, posto distrutto da Attila.

Alcuni sopravvissuti ripararono sulle alture calabresi e qui, nel ricordo del loro borgo in rovina, che furono costretti a lasciare, fondarono, intorno al IX secolo, la loro comunità, l’odierna Altilia. Il suggestivo nome echeggiante l’Italia si fa risalire ad una denominazione diffusa, ispirata ed in uso nel Sacro Romano Impero, alla corte di Carlo Magno. Altre ipotesi fanno risalire il nome Altilia ad un comune nome scritto in latino Altilius, Attilio, trasposto al femminile, trovato scolpito su di una pietra. Forse era lì scritto il nome del fondatore? Fatto sta che Altilia è a 594 m s.l.m. e ciò accredita il nome dalla sua posizione alta, altiglia, altezza, rispetto al territorio circostante.

Nella sommità della montagna venne costruita una rocca di avvistamento, una cisterna, il forno ed un monastero. Essendo comunque la zona ad alto rischio sismico, nei secoli i pilastri storici che identificavano l’antico nucleo del borgo altiliese sono andati in disfacimento, ma sempre e comunque ricostruiti dalla tenacia dei suoi abitanti.

Nell’XI secolo Eustachio Greco, esarca dell’imperatore di Bisanzio Basilio II, in omaggio alla sua genitrice la denominò Alimena.

Tra il XV e il XVI secolo Altilia venne inclusa nella contea di Martirano e dopo ripetute faide familiari ne acquisì i diritti la nobile famiglia dei De Gennaro, succeduti agli Alimena che nel luogo vivevano da ben quattro secoli. Agli ambiziosi De Gennaro subentrarono i D’Aquino di Crucoli. In seguito Altilia venne requisita dal regio demanio, per acquietare gli animi. Quasi del tutto distrutta dal sisma della prima metà del Seicento, fu poi colpita da altri disastrosi terremoti. Inserita nel cantone di Belmonte Calabro, ai tempi della Repubblica Partenopea, col nuovo assetto amministrativo dato dai francesi al regno di Napoli, all’inizio del XIX secolo, fu inclusa dapprima, quale università, nel cosiddetto governo di Carpanzano e successivamente tra i comuni del circondario facente capo a questa piccola comunità. La partecipazione ai moti risorgimentali fece sì che ad Attilia venne istituito il primo gruppo, la prima “vendita”, di carbonari della Calabria che portò all’Unità d’Italia. Nel 1928 fu aggregata a Malito, recuperando l’autonomia nel 1937.

Tra i monumenti spicca la chiesa parrocchiale di Sant’Elia o di Santa Maria Assunta, del XVI secolo, ristrutturata più volte, a causa dei terremoti, ha una splendida facciata con quattro capitelli ionici, in pietra locale, e l’interno arricchito da pregevoli intagli lignei settecenteschi. Dell’antico monastero, sono rimaste le mura del convento di Santa Maria delle grazie, dalla meravigliosa facciata romanica, con rosone a quattro petali e con capriate lignee già dei frati cappuccini nuovi. Interessante è anche il palazzo municipale, appartenuto alla famiglia Marsico di Campitelli. L’attuale sindaco Cav. Uff. Dott. Pasqualino De Rose si prodiga affinché le storiche radici di Altilia, le tradizioni, gli usi e i costumi  vengano conservate e tramandate alle nuove generazioni. Sensibile alla Cultura e all’arte Pasqualino De Rose promuove anche le iniziative culturali della sua terra non ultimo il “Premio Letterario Nazionale Un libro amico per l’inverno 2012” ideato ed organizzato da Anna Laura Cittadino, tra le vetuste mura del Convento, e che ha fatto confluire ad Altilia (CS) poeti, scrittori, autori, giornalisti, attori, editori provenienti da tutta Italia.

Sono pervenute al concorso 1273 Opere provenienti da tutte le Regioni d’Italia e anche dall’ Estero.

La commissione esaminatrice delle 50 opere finaliste era così composta:

.per la Giuria Lettori: Dott. Francesco De Santo, Prof. Pier Giuseppe Funari, Dott.ssa Anna Maria Patella e dal gruppo studenti Unical: Annalaura Cittadino, Alessia Funari, Alessandra Gentile, Zaira Turano.

.per la Giuria Critici:

Presidente del Premio Letterario Nazionale Un libro amico per l’inverno 2012 Anna Laura Cittadino (presidente Ass.ne GueCi, scrittrice, poetessa)

Presidente di Giuria Michela Zanarella (giornalista, recensionista, scrittrice, poetessa)

Membri Giuria: Dott.ssa Anna Canè (bibliotecaria), Dott.ssa Lucia De Cicco (giornalista poetessa), Dott. Giuseppe Lorin (giornalista, attore).

La kermesse culturale di alto prestigio, ha visto riunite le autorità locali con a capo il Sindaco di Altilia Cav. Uff. Dott. Pasqualino De Rose, il Parroco Don Gianpiero Belcastro, il capo dei Vigili Urbani Enrico Ferrari, ed alcuni membri dell’Amministrazione Comunale che almeno per una sera, hanno distolto i loro comuni interessi per uno scopo altamente culturale dando il loro esempio ai giovani della cittadina montana, la cui economia si basa essenzialmente sulle tradizionali attività agricole, di allevamento, casearie ed edilizie.

Ad Altilia si arriva dall’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, ma può essere raggiunta anche percorrendo le strade statali n. 616 di Pedivigliano e n. 108 Silana di Cariati. La stazione ferroviaria di riferimento, lungo la linea Cosenza-Catanzaro, si trova a 16 km. Il collegamento con la rete del traffico aereo è assicurato dall’aeroporto di Lamezia Terme. Il porto di riferimento più vicino dista 69 km.

Una breve riflessione sullo stemma comunale che riporta a sfondi neri di un passato fatto di tragici eventi tellurici e bellici, dove su tutto, spicca una torre d’argento, merlata alla guelfa.

Qui di seguito tutti i premiati che hanno superato le diverse fasi di selezione effettuate dalla  Giuria Critici e dalla Giuria Lettori che hanno così decretato:

•1° Premio Letterario Nazionale Un libro amico per l’inverno 2012 a Marco Caputi “L’urlo e il sussurro” – Romana Editrice

•2° Premio Stefania Jade Trucchi “Il candore di un’anima” – Sperling & Kupfer Edizioni

•3° Premio Domenico Americo “Only you” – Albatros

 

Premio Speciale Giuria Critici ad ex equo:

◦Emilio Brancadoro “Il bambino che ride alle statue” – Kimerik

◦Matteo Donati “Dio non produce scarti” – EMI

 

Premio Speciale Giuria Lettori ad ex equo:

◦Rocco Giuseppe Greco “L’ultima brigantessa” – Marco Valerio   Edizioni

◦Vincent Seneca “E adesso mi riscatto” – Albatros

 

Premio Speciale Presidente a:

Diego Vian “Fornarino” – Albatros

 

Premio Cultura al:

Gruppo Albatros Il Filo.

 

Menzione Speciale (in ordine alfabetico):

•Carlo Bramanti “Fino a quel faro che chiamasti amore” – Montedit

•Giuseppe Burattini “Guarigioni”- Albatros

•Antonio Crisafi “I vecchi di una volta avevano cinquant’anni” – Kimerik

•Sara De Bartolo “La voce del silenzio” – Città del sole edizioni

•Gabriele Fabiani “Tre metri sotto il mare” – CSA Editrice

•Franco Neti “L’uomo che doveva comperare Cuba” – Albatros

•Flavio Nimpo “Il castello del cuore” – Falco Editore

•Irene Piccotti “L’oblio degli anni vuoti” – Kimerik

•Pompeo Stillo “Johnny Palmer (delitto non commesso) – Aletti Editore

 

Menzione Speciale fuori concorso:

•Ciccio De Rose “Ditti e mali ditti”

•Carlo Rinaldo “Il calabrese e la difficile ricerca del Bene Comune”

 

Menzione d’ Onore (in ordine alfabetico):

•Anna Maria Borella “Tutto il dolore possibile” – Davide Zedda Editore

•Edoardo Donnini “Sshh” – Albatros

•Mariella Epifani “Sulla via di Zara” – Albatros

•Dora Millaci “Il segreto di Itza Takil” – Edizioni Akkuria

•Laura Pavia “La vita a piccoli passi” – Pilgrim Edizioni

•Paola Pica “Errori di valutazione”-

•Giulia Scarlett “Le macchie dell’anima” – Albatros

•Valentina Vitaljic “Per sempre” – vol 1-2 – Albatros

 

Menzione di Merito (in ordine alfabetico):

•Isabella Abatantuono “Figli del destino” – Garcia Edizioni

•Vittorio Cimino “Lettere a Maria Luisa”- Albatros

•Luisa Bolleri “Quella notte”- Ibiskos Editrice Risolo

•Silvana Famiani “Kocci di vita”- Albatros

•Francesco Garofalo “La beffa di una morte organizzata” – Falco Editore

•Giacomo Guglielmelli “Nuove piccole storie” – Falco Editore

•Lodovico Marchisio “Cuore di cometa” – Neos Edizioni

•Aldo Mazza “La polvere degli occhi” – Calabria Letteraria Editrice”

•Rosaria Minosa “Il sorriso rubato” – Albatros

•Ornella Mirabelli “Cuore di donna” – Pellegrini Editore

•Caterina Misitano “Il cammino di Dante” – Pellegrini Editore

•Nuccia Monaco “Quattro stagioni” – Falco Editore

•Paolo Montaldo “Di” – La Riflessione Davide Zedda Editore

•Domenico Nava “Impronte sulla sabbia” – il mio libro.it

•Cassandra Nudo “Un’estate perfetta” – Seneca Edizioni

•Maria Panico “Prima o poi” – Albatros

•Francesca Petrino ”La ballata delle passioni infami” – Albatros

•Susanna Polimanti “Penne d’aquila” – Kimerik

•Vittorio Sartarelli “Una vita difficile” – Albatros

•Jlenia Sanfilippo “Ametista (il calore della neve)” – Kimerik

•Marco Zampilli “Il tuo angelo custode” – Albatros

•Gaia Zuccolotto “Chandra” – Albatros.

•Ileana Tudor “Liebesleid ( cuore innamorato) “- Masetti Rodella Editori.

Giuseppe Lorin

Print Friendly
Both comments and pings are currently closed.

Comments are closed.