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ANIMALI IN VERSI PER SCENA SENSIBILE

Animali in versi LOCANDINA

Nel caso si privilegiassero inedite e singolari prospettive di osservazione proprie degli animali, queste farebbero inorridire le immagini viste dall’animale bipede conosciuto come: Uomo. È il punto di vista antropocentrico, quello che andrebbe dimenticato, almeno per lo spazio di tempo che Valeria Patera ha destinato allo spettatore di  “Animali in versi”, nel rispetto dei nostri sinceri e disinteressati amici, spesso pelosetti, a quattro zampe, che non ci meritano! Ci troviamo ad applaudire “Animali in versi”, un recital a quattro zampe, appunto, scritto e interpretato dalla Patera, con musiche, non registrate, di Mario Crispi, che usa strumenti originali tubolari a cannosuono, campanacci caprini, brocchette acustiche, argille, ossa, conchiglie, corni di bue. Si ricorda il testo di Franco Marcoaldi “La mantide guerriera” per l’ottimo uso dello strumento tubolare in armonico, così come in “Cervo volante” o in “Rondone”.

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Senza alcun dubbio è un originale spettacolo in cui musica e poesia tracciano un racconto inatteso del mondo animale. Provare a guardare il mondo “a quattro zampe”, rovesciare il punto di vista, ecco quello che molte delle voci poetiche come quella di Corrado Govoni, Neruda, Borges, Prévert, Gozzano, Giorgio Caproni, Baudelaire, Elliot suggeriscono all’Uomo e questo concerto vede gli animali dislocati in un loro Olimpo, posato sopra le nuvole delle partiture musicali scelte ed eseguite da Mario Crispi, che fanno da contrappunto alla voce di Valeria Patera, poetessa, attrice e regista, che ha anche ideato e diretto questa messa in scena. Gli scrittori sopra menzionati hanno dedicato versi e musica a cani, gatti, ma anche uccelli, insetti, asinelli, tartarughe e rane, e Valeria Patera intreccia la sua voce interpretativa a passaggi inattesi musicali e sonori di Agricantus, Mario Crispi, che ricava suoni anche da strumenti di origine animale come corni, conchiglie, pelli e ossi, lasciando a noi spettatori in fondo alla nostra sensibilità, una melanconica cosciente critica animalista!

Lo spettacolo esordì all’Istituto Italiano di Cultura di Londra nel 2012, dove Franco Marcoaldi, dalla cui omonima raccolta deriva il titolo del recital, colse in modo sorprendente l’anima animale, così intimamente connessa con l’anima del mondo fondendo passaggi di profondo incanto e insieme di delicatissima ironia. Si ricorda che all’Istituto di Cultura di Londra, le partiture musicali vennero scelte ed eseguite da Carlo Boccadoro, da me apprezzato in un Maggio Musicale Fiorentino, cultore della musica originale ed etnica con strumenti a percussione, dove la musica new age aveva gli echi di Andreas Vollenweider, sorprendendo in questo modo l’audience.

Ci troviamo in una nuova proposta teatrale, aggiornata ed adattata per Scena Sensibile, ideata da Serena Grandicelli, dove il rapporto e la convivenza con gli animali, mette in gioco qualità che appartengono alla dimensione femminile dell’umano come la cura, l’empatia, il calore, la giocosità, la fedeltà, la sensibilità, l’attenzione, e questo “recital a quattro zampe” in una rassegna declinata al femminile trasporta, per un’ora di volo libero nel regno della parola e del suono.

L’autrice ci suggerisce di liberarci della nostra “centralità” di uomini e donne donandoci gli strumenti per capire l’animale, il suo ed il nostro modo di agire, nonché le caratteristiche delle loro relazioni con l’uomo.

Mario crispi

Non dimentichiamo che i gatti sono i maestri di etologia. Maestri senza parole ma insegnano con pacati gesti trasparenti; bisogna diventare ammiratori e complici degli animali in genere nel rispetto delle loro abitudini. Un gatto, per esempio, sa distinguere un libro valido da un altro, poiché i libri emanano calori e odori differenti, ed è proprio il libro o il testo teatrale dove si accovaccia il gatto, che è quello valido!

Valeria Patera e Mario Crispi, due artisti che in un’ora di musica e poesia ci hanno fatto riflettere e volare sopra i pesi della quotidianità, facendoci vivere le sensazioni, le emozioni del mondo a noi segreto al quale appartengono quelle creature che conoscono la terra percorrendola a quattro zampe, annusandola a fil di naso o vedendola dall’alto, liberi nel volo… come gli uccelli!

Se gli strumenti musicali avessero avuto un’altra origine diversa dai resti dell’animale morto, avrei apprezzato di più lo spettacolo! …ma forse si sarebbe resa ancora di più vana la loro sorte… chissà! Il sacrificio di questi nostri “amici” va onorato con l’uso sublime dei loro resti.

 

Valeria Patera, ha vissuto gli anni della sua formazione a Milano (Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi e Facoltà di Filosofia presso l’Università degli Studi) e vive attualmente a Roma dove gestisce Timos teatro-eventi Associazione. Scrittrice, regista, attrice e studiosa dei rapporti tra arte/scienza/filosofia è stata definita un’artista trans-mediale poiché ha spinto la sua ricerca formale nella prospettiva di un contagio tra diversi linguaggi e campi del sapere nella visione di un teatro totale.

 

Mario Crispi, è un compositore e flautista nato a Palermo. Performer e concertista ha creato vari progetti musicali, composto e collaborato alle colonne sonore di diversi film.Inizia a studiare musica nel 1976 da autodidatta e nel 1979 fonda il gruppo musicale Agricantus, con cui realizza dischi, concerti e progetti musicali. Specializzato in strumenti a fiato provenienti dalle culture di tradizione orale di tutto il mondo, ha svolto varie collaborazioni. Come esecutore di musiche per strumenti a fiato precolombiani partecipa nel 1994 alla registrazione del CD Il Secolo d’Oro nel Nuovo Mondo Villancicos e Orationes del ‘600 latino-americano con l’Ensemble Elyma, diretto da Gabriel Garrido. Dal 1995 partecipa come interprete e coautore di musiche per strumenti a fiato etnici di varie colonne sonore dei film Il Bagno Turco (vincitore del Globo d’Oro 1997 per la colonna sonora), Elvjs e Merilijn, I Giardini dell’Eden e a varie produzioni discografiche quali Rinascimento di Trancendental, Aizeté di Enzo Avitabile, Atlante di Brothers e Darmadar.

Nel 2000 realizza la colonna sonora dei film-documentario Jung e Afghanistan: effetti collaterali? di Alberto Vendemmiati e Fabrizio Lazzaretti. Nel 2010 realizza la colonna sonora del film-documentario Left by the Ship di Emma Rossi Landi e Alberto Vendemmiati

 

Per avere maggiori informazioni e prenotazioni:

Teatro Argot Studio-Via Natale del Grande 27–Roma-Tel. 06.5898111

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