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Antonio Agosta, nell’alba di un nuovo tramonto

agosta libro

Antonio Agosta, autore siciliano, laureato in giornalismo e radiofonia, nel 2010 pubblica “E’ già domani. L’alba di un nuovo tramonto”, Edizioni Croce. La sua passione per la narrativa lo vede impegnato nelle varie sfaccettature della scrittura creativa.

D- Il tuo essere Scrittore, da cosa è nato? Come ti sei avvicinato alla scrittura?

 

Sono una persona fondamentalmente timida, anzi, lo ero, adesso con l’età sono riuscito a superare questo ostacolo. La scrittura è da sempre un modo per estrapolare tutto quello che col tempo avevo represso, come la rabbia verso un mondo oppresso dalle cattiverie umane o un sentimento positivo mai detto. Sin da piccolo scrivevo, magari su fogli di carta improvvisati, quello che mi passava nella mente. Commenti, poesie ermetiche, oppure anche solo la lista della spesa. Crescendo, con la giusta maturità interiore, ho fatto in modo che la scrittura diventasse la mia unica arma di difesa.

 

 

D- “E’ già domani, l’alba di un nuovo tramonto” è il romanzo che ti ha fatto conoscere ai lettori. Quali tematiche affronti nel libro? Hai avuto difficoltà nella pubblicazione?

 

Scrissi questo libro all’età di 30 anni. Però, era già dentro me, da tempi non sospetti. Quando scrivo, inizio sempre dal titolo, perché è da esso che scaturisce tutto il racconto. Magari dopo lo cambio, però è il titolo iniziale che mi aiuta a sviluppare la storia, con i suoi personaggi e le location in cui ambientare le scene del racconto. Le tematiche affrontate nel libro, sono del tutto casuali, non sono autobiografiche, ma veritiere al tempo stesso. La storia viene raccontata in prima persona dallo stesso protagonista, Federico, attraverso un passaggio paradossalmente lineare. Un racconto che si snoderà, fra presente e passato, raccontato attraverso dei flashback, come una sorta di diario virtuale. Inizierà raccontando del proprio passato, anni in cui viveva fra l’amore ovattato dei propri nonni paterni, per l’assenza del padre, per ovvi motivi di lavoro, e il giorno in cui sposò la donna di cui si era innamorato. Il secondo passaggio, quello più drammatico di tutto il racconto, è il suicidio di Giorgio, suo unico figlio. Federico, il padre, cercherà una risposta a questo suo gesto estremo, e lo farà scrutando il proprio domani. Lo stesso domani che presto arriverà. Per qualcuno può essere appagante, mentre per altri, come per Federico, è la rassegnazione di esistere. Non ho avuto vere difficoltà nella pubblicazione del mio libro. Al mio editore piacque da subito la bozza e titolo. Posso ritenermi fortunato come primo tentativo editoriale.

 

D- Una tua riflessione sul mondo dell’editoria in Italia.

 

L’editoria italiana è vasta, ci sono tante case editrici sparse lungo il nostro Stivale Italico, vere o presunte. Però alla fine, stringendo al nocciolo, sono poche quelle professionali e oneste. In Italia non esiste una politica fatta ad DOC, per i giovani in cerca di Gloria, quella che ti permetterebbe di farti conoscere come un valido scrittore. Lo puoi fare, magari sborsando di tasca tua il capitale iniziale, mandando in frantumi tutti i tuoi sogni chiusi nel cassetto.

 

 

D- Qual è il libro che secondo te ha segnato la storia della letteratura?

 

Andando a ritroso nel tempo, direi, quasi per scontato, “La Divina Commedia” di Dante. Capolavoro indiscusso, unico e attualissimo, ma soprattutto invidiato da tutti. Però, a mio avviso, il libro che ha segnato la storia della letteratura italiana, è: “La Coscienza di Zeno” di Italo Svevo. Un libro che adoro, per le tematiche affrontate nel racconto, e di come vengono sviluppate dallo stesso autore. Per la prima volta, si usa la tipologia “diario”, come forma strutturale del racconto.

 

 

D- Italo Calvino scrisse: “La fantasia è un posto dove ci piove dentro”. Cos’è per te la fantasia?

 

La fantasia è il sale della nostra vita, il peperoncino che esalta le minestre e lo zucchero per la preparazione di un ottimo dolce. Privare una persona, della propria fantasia, è come cancellarle l’essenza della vita. La fantasia ci aiuta a fare le nostre scelte, buone o cattive. Ci fa creare un mondo virtuale e idealizzato, estrapolando l’estro che alberga in ognuno di noi.

 

D- Sogni e progetti per il futuro.

 

I sogni son desideri, cantava qualcuno anni fa. Credo che i sogni e i progetti, siano dei componenti indelebili della nostra vita. Vanno fatti a pari passo, non puoi sognare e cancellare tutto perché qualcuno ti impedisce di progettarli. I miei sogni e progetti, sono quelli di voler continuare a scrivere, mettendo, nero su bianco, tutto quello che di buono sta dentro me. Sogno un mondo in cui, l’uomo crede in te, perché sei una persona valida e non per convenienza. Odio i bavagli imposti da qualcuno, perché la Democrazia è la linfa vitale del vivere in una società sana.

 

Michela Zanarella

 


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