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CAPTALOONA, IL FUTURO DI UNA BELLA CITTÀ

captaloona copertina

 

“Captaloona” è il romanzo  fantasy di  Claudio  Fiorentini dove la realtà politico amministrativa ha il sopravvento sulla fantasia immaginifica dell’autore. La Kairòs Edizioni di Napoli ha pubblicato per la collana di narrativa Sherazad l’accorato avvertimento preveggente dell’autore, in forma di spartito musicale che prevede l’ouverture seguita da quattro movimenti più il conclusivo maestoso e collettivo con la chiusa dell’overture dove nello scrigno delle intenzioni sono raccolti i prodomi della rivoluzione.Molto interessante il fantastico ragionamento di Claudio Fiorentini ed avvincente, dove il lettore si affeziona alle incredibili avventure di Cornelio e Galatea, i nostri protagonisti, convocati nella stanza Co332 che ricorda una strana formula chimica dell’anidride carbonica dove i 2 atomi di ossigeno sono preceduti dall’età della morte in croce di Cristo.

La dottoressa Paquita Lematite con i suoi approcci psicologici resi ridicoli dalla vetusta età potrebbe rappresentare l’educazione vittoriana tarda e malconcia alla quale Cornelio Pesto e Galatea Malaspina, giovani e ribelli, contrappongono la loro dignità intellettiva.

Claudio FiorentiniL’allegoria satirica accarezza la penna di Claudio Fiorentini dove scenari tipici da violate privacy vengono offerti improvvisi al lettore che si trova ad immaginare amplessi veloci tra camionisti e tardone in un ambiente borderline incastonato in una città al massimo del degrado.

Tonano alla memoria le immagini fumose del film Querelle de Brest di Rainer Werner Fassbinder.

Appropriata la copertina di Maria Rosaria Vado per il romanzo di Claudio Fiorentini, dove è contrapposta la parte nera, piovosa, dove gli incontri avvengono nel centro commerciale e non nell’agorà o nel foro dei nostri padri, contrapposta appunto alla città solare, allietata dalla musica e da salubri passeggiate fatte di incontri nel parco dove si staglia il cielo turchino.

Nella presentazione del libro all’Isola del Cinema dove il Cinema non andrebbe isolato, l’autore del romanzo, ha accennato agli anni vissuti in Messico, ed è evidente nel romanzo, il sapore di umanità allo stato puro che ha saputo infondere nello spirito dei nostri personaggi.

Si avverte tra le pagine del libro la malincolia, e non malinconia, di sensazioni lasciate e non più ritrovate in questa nostra Roma in fase di distruzione a causa di lenta perdita d’identità nel rispetto della “globalizzazione” imperante.

Se il mondo, come sembra, va nella direzione di Captaloona, sono guai seri, e questi andrebbero risolti sul nascere”.

“Captaloona” risulta essere un romanzo emotivamente coinvolgente, dove l’incitamento al cambiamento, il “suggerimento” dell’autore, accresce lo spessore narrativo dell’autore stesso.

L’incipit del romanzo è dopo l’avvertimento dell’amico dell’architetto Marc Mullet di cui abbiamo qui sopra dato un piccolo assaggio: “Avevo appena messo piede in strada che un colpo di tosse più forte mi richiamò, ma forse non era un colpo di tosse, forse un tuono, forse… Feci solo in tempo a vedere quell’orco buttare l’arma in terra e tentare di darsela a gambe, mentre un numero imprecisato di perditempo da bar lo seguiva per fermarlo.

L’explicit è memorabile ed include questo passaggio: “Tutto è, nulla non è. …

Un libro che non ti da scampo fino alla lettura dell’ultima pagina poiché non c’è convivenza tra cemento e libertà!

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