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“La forza dell’ultimo drago venne imprigionata in un spada dal nome emblematico: Cuore di Drago. Il suo potere, tale da consigliarne lo smembramento, venne diviso: parte nella spada, parte nel fodero e parte nella gemma incastonata nell’elsa. Toccherà al giovane Taron di Castelvetro compiere la profezia che lo vuole l’unico capace di ricomporre la spada per usarla a fin di bene senza esserne dominato. Lo Stregone di Bella Isola, però, sta tramando affinché il potere del Drago possa finire nelle sue avide ed ingorde mani”

A giudicare dalla quarta di copertina, si direbbe che “Cuore di Drago” (Runde Taarn edizioni, 200 pp., 16 euro) sia un fantasy come tanti altri; e invece bastano poche pagine per rendersi conto che il romanzo d’esordio di Molly Greenhouse è una piccola perla. Il lettore, infatti, viene subito rapito dall’atmosfera del romanzo e dalle sue ambientazioni letteralmente “fantastiche”. Ma forse sarebbe più preciso dire che la sensazione, leggendo “Cuore di Drago”, non è tanto quella di venire risucchiati all’interno del libro, quanto quella di vedergli prender vita: come dinanzi a un quadro di Tiziano, se ne sentono chiaramente gli odori e i sapori.
La penna di Molly Greenhouse racconta in maniera evocativa e suggestiva la storia di un paradiso perduto (il tempo in cui regnavano i draghi), di una colpa tipicamente umana (l’invidia) e della perdita della pace terrestre; ma anche di una serie di profezie, della predestinazione di un eletto e di un esodo, tratteggiando, a conti fatti, un’autentica Bibbia in piccolo.
Inoltre, ho personalmente gustato tutti – ma proprio tutti – i luoghi e i personaggi di questo libro, mai appesantiti da eccessive e didascaliche descrizioni. Anzi, l’abilità dell’autrice sta nell’introdurre appena gli ambienti e gli eroi del romanzo alla loro prima apparizione, salvo arricchirli man mano di particolari e di tratti sempre più distintivi. I dialoghi sono semplicemente deliziosi (come quelli tra Annya e il custode Yorik, o tra Taron e la veggente Mahja) e le descrizioni degli stati d’animo dei protagonisti impeccabili.

Non mancano tuttavia dei difetti, tipici di un esordio letterario, relativi all’architettura del romanzo. L’autrice, infatti, non “calibra” a dovere tutti gli elementi del libro, perché “Cuore di Drago” è composto da diciotto capitoli, ma il figlio dello Stregone, il perfido Syrio, che viene presentato come l’antagonista dell’eroe Taron, muore troppo presto (e in modo anche piuttosto banale), quando siamo appena nel settimo capitolo; mentre il giovane Arion, che si rivelerà decisivo nel finale del libro, compare nella storia un po’ troppo tardi, nel capitolo decimo, quando è forse tardivo introdurre dei nuovi coprotagonisti. E ancora: la storia di Brand, il capitano delle guardie di Castelvetro, finisce quasi per soppiantare quella dello stesso protagonista Taron, che scompare dalla storia in più punti; così come il fabbro Dimon, che fa parte della spedizione alla ricerca della spada, ma che scompare a metà romanzo per rivedersi solo a quindici pagine dalla conclusione.
Non mi sento tuttavia di imputare questi difetti del libro a un’autrice esordiente, quanto piuttosto all’editore, che avrebbe dovuto mostrare una maggiore visione d’insieme e maneggiare con più cura e attenzione l’opera di una scrittrice italiana dotata di un indubbio talento letterario.

A proposito: Molly Greenhouse è il nome d’arte di Monica Serra, una persona a dir poco squisita, che ho conosciuto durante la scorsa edizione della Fiera del Libro di Roma “Più libri più lib(e)ri”. È stato molto bello, per me, farmi autografare e dedicare “Cuore di Drago”, un romanzo scritto benissimo che ho amato subito e che, nonostante abbia acquistato poco più di un anno fa, ho letto già tre volte.
Non mi resta che consigliarne l’acquisto, e augurare buona lettura, ai lettori di Click News.
E, se siete ancora indecisi, gustatevi il booktrailer di “Cuore di Drago”:

 

 

Andrea Corona

Cuore di Drago, il fantasy di Molly Greenhouse

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