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Fauzia Gavioli Colletti, mecenate dell’arte

La sua giovialità la avverti subito, fin dal primo incontro, ma ti ritrovi nella sua casa romana, vicino al Colosseo, a vagolare tra le stanze con il cappotto tra le braccia, alla ricerca del… saloncino dove posare il vestiario. Lei nel frattempo è indaffarata in cucina a dirigere il suo aiutante di turno nella sistemazione dei piatti da portata che serviranno all’occorrenza. Sì, sto descrivendo proprio il mio primo incontro con Fauzia Gavioli Colletti: “allora, Giuseppe, prendi quei piatti, quelli floreali, e portali di là dove c’è Vittorio!”. Si tratta di Vittorio Pavoncello, artista “di multiforme ingegno”, ideatore a Roma del gruppo della Spam Art.
Che cos’è la Spam Art? La risposta è racchiusa nel secondo libro di Vittorio che ha per titolo “SPAMARTE”. È solo nella seconda pagina che si apprende l’importanza di questo libretto; si è di fronte ad un “manifesto”, proprio come il manifesto di Filippo Tommaso Marinetti per il Futurismo del 1909. Il titolo del capitolo parla chiaro: “Appunti per un manifesto della SpamArte”, e di seguito i 12 comandamenti che formano il dodecalogo della SpamArte, che qui riporto:
1.La SpamArte vuole eliminare le arti fastidiose e insulse che tempestano le nostre coscienze estetiche.
2.La SpamArte concepisce i sistemi autoreferenziali delle mostre, degli spettacoli e del mercato come spam.
3.Risponderemo sempre più con il logo del cestino ai vari inviti a partecipare a premi, mostre, rassegne che sono prodotti che invitano l’artista ad essere più un cliente che un artista. Ovvero forme che restringono l’artista a cliente di spazi, pagine di critica e luoghi espositivi.
4.La SpamArte crea attraverso i sogni muti i propri sogni muti.
5.Siamo in netta situazione deficitaria con le lingue e la SpamArte le utilizza tutte come può, per parlare, scrivere e creare. Sbagliamo la lingua, sbagliamo la nostra lingua e che nell’errore si trovi anche il modo simpatico di comunicare.
6.In un’epoca dove l’arte è ridotta a essere l’arte della comunicazione, essere artisti vuol dire parlare poco e preciso. Una parola che colpisce il segno è molto più di se stessa e del segno, che scompare sotto l’azione della parola.
7.In pittura siamo dei funamboli sulle linee del colore sempre in pericolo di cadere in una chiazza di colore o in una linea che ci porti in qualche luogo.
8.La nostra città la guardiamo sempre come fosse la prima volta e insieme anche l’ultima.
9.La SpamArte è paradossale. Il paradosso è nella sua forma e contenuto.
10.Noi mandiamo un bacio al cuore.
11.Un’operazione spam è chiamare, cercare una persona amica dopo anni che non si sente. Senza alcun motivo e finalità se non quello di risentirsi.
12.Non siamo per la ricerca della felicità ma per la ricerca della vita. Che è un senso molto più pieno dell’esistenza.
Ed è proprio per la ricerca della vita, è per vivere che si mangia, e il simposio a casa di Fauzia inizia con dei prosecchi. E dire che chi vive di Cultura e Arte, dicono che… non mangi! Capisco solo ora il senso metaforico di questo aforisma poiché piatti di formaggi, salse ed intingoli, e composte di fichi come accompagnamento alla degustazione casearia sono solo d’apertura a quanto di più prelibato seguirà durante la serata.
L’incontro dell’arte nel salotto culturale di Fauzia Gavioli Colletti è a modello dei grandi salotti culturali affermatosi nel corso del seicento qui a Roma con i famosi mercoledì dalla regina e si intendeva Christina di Svezia a Palazzo Corsini e poi nel settecento in Francia ed ancora in Italia, come il salotto fiorentino della contessa di Albany, amica di Vittorio Alfieri e delle stesse idee politiche di Madame De Stael avversaria di Napoleone Bonaparte.
In questo ambiente, altamente culturale, anche il ruolo della donna, che resta pur sempre al centro dell’attività culturale dei grandi salotti, muta notevolmente facendosi assertrice prima di una efficace azione patriottica e poi di un ampliamento culturale proiettato verso dimensioni non soltanto di letterario intrattenimento ma anche di un nuovo rapporto fra letteratura, arte, scienza, filosofia, politica ed economia. È in questa ottica che rivolgiamo alcune domande a Fauzia Gavioli Colletti.
Il suo salotto, i suoi incontri culturali regalano arte e cultura e permette così facendo di crescere insieme, confrontandosi con nuove coinvolgenti tematiche artistiche.

D – Questo ruolo di mecenate della cultura come si è insinuato nella tua anima?

R – Da sempre la cultura con le sue problematiche mi affascina. Sono amante dell’arte delle idee, più che altro della parola, della quale sono una professionista, del resto sono una psicoanalista e la psicoanalisi ha ammaliato la mia anima fin dai miei primi studi.

D – Cosa pensi della tradizione del salotto culturale in genere che prevede conferenze, pubblicazioni, incontri di studio, la lettura ed il commento della poesia, la riflessione sulla storia e sulle tradizioni con interventi di scrittori e saggisti, attori e registi, poeti e musicisti, psicologi, psichiatri, filosofi e avvocati, per non parlare dei simposi di musica con esecuzioni musicali? Una tua riflessione sulla fattibilità di un ripristino culturale di queste sane abitudini qui, in questa capitale d’Italia?

R – Ritengo che la tradizione del salotto culturale sia stato e sempre sarà un importante punto d’incontro per lo scambio interdisciplinare delle idee, una interazione tra le specializzazioni alla ricerca di validi, nuovi approcci alle varie discipline. L’interfaccia tra i ruoli e gli specialisti della cultura umanistica va in qualche modo promossa ed il salotto culturale serve anche a questo. Qui a Roma, come in tutte le grandi città che hanno radici di tradizioni culturali ben salde, è da secoli che le varie menti si incontrano ed è per questo che Roma è stata denominata caput mundi.

Fauzia Gavioli Colletti è l’ideatrice di “Bos’Art”, la manifestazione organizzata dal prestigioso “Centro Studi Lucio Colletti Onlus”, che si svolge tutti gli anni nel mese di agosto nella storica cittadina balneare sulla costa occidentale della Sardegna, Bosa, alla foce del fiume Temo; cittadina eletta quale centro culturale del Mediterraneo, crocevia di uomini, nuove correnti artistiche, idee, atti creativi, variegate forme espressive della cultura e del pensiero. Il Centro Studi Lucio Colletti Onlus, gestito con la supervisione di Fauzia, moglie del celebre filosofo scomparso e sostenuta da Giulia Colletti, ha avuto negli anni il beneplacito intellettuale di un grande isolano come Francesco Cossiga, nel ruolo di Presidente Onorario; con Bos’Art si organizzano eventi culturali di carattere nazionale ed internazionale; le sezioni principali nelle quali la Cultura spazia prevedono le Arti visive, la Letteratura, la Filosofia e l’Astrofisica, la Musica, il Teatro e la Poesia, oltre ad Eventi speciali e straordinari.
Esperti nella pittura, come Giacomo Zaza, sono riusciti a coinvolgere negli anni, artisti di chiara fama come Carla Accardi, Robert Barry, Georg Baselitz, Alighiero Boetti, Alessandro Bulgini, Federico Cavallini, Anna Gaskell, Jürgen Klauke, Joseph Kosuth, Lucia Leuci, Gerhard Merz, Mimmo Rotella, Jemima Stehli, Wolfgang Tillmans, Luis Vidal, Attilio Pierelli, Claudio Verna, ed altri, che si sono alternati nella kermesse artistica estiva nella splendida cornice della cittadina sarda, dove il gusto dell’Art Director Anna Imponente è riuscita ad abbinare i vari stili espressivi in una esaltazione visiva.
La sezione Letteratura, Filosofia e Astrofisica ha visto il confronto di intellettuali e studiosi come Giulio Giorello, John David Barrow, cosmologo, Piero Melograni, Imre Toth, matematico, storico e filosofo romeno di famiglia ebrea, Remo Ruffini, Regold Gerstner e Vittorio Sgarbi, Sheng Xue, Roy Kerr e Guido Barbiellini, Alvio Renzini, Raimondo Zucca e Roberta Budriesi, Giordano Bruno e Emanuela Pietrocini.
Così come la sezione Musica, Teatro e Poesia, ha visto la presenza di Antonio Maria Di Fresco e Carmelo Pecora, Luca Virgili e Zhang Feng, “La Vertuosa Compagnia de’ Musici di Roma” Marco Mannotta e Patrizia Valduga oltre, naturalmente ad Umberto Orsini, Pippo Delbono, autore, attore e regista. La sezione degli Eventi Speciali ha visto la proiezione di “La Primavera di Botticelli”, cortometraggio di Elisabetta Sgarbi, soggetto tratto dall’opera di Giovanni Reale e Salvatore Obinu; non si dimentichi l’assegnazione del prestigioso Premio Giornalistico Lucio Colletti “Il Temo d’oro”, dal nome del fiume che scorre a Bosa, consegnato in una passata edizione a Bianca Berlinguer, Luca Goldoni, Lino Jannuzzi, Laura Laurenzi; i dibattiti di “Agorà”: incontri con leader politici nazionali coordinati da Lino Jannuzzi e Antonio Maria Di Fresco. E anche la fotografia ha il suo ruolo con le mostre fotografiche, come quella allestita grazie alle immagini cinematografiche di Florestano Vancini, provenienti dalla collezione privata di Paolo Micalizzi. In tutte le manifestazioni di Bos’Art non è mai mancato l’Aperitivo con l’Autore, ideale per far conoscere di persona gli artisti partecipanti nelle varie sezioni.
Certamente il posto d’onore l’ha sempre avuto e sempre l’avrà la mostra permanente “Lucio Colletti. Il cammino di un filosofo contemporaneo (1924-2001)” con ingresso libero. È proprio questa esposizione dedicata a Lucio Colletti la linea guida di Bos’Art.
Un giusto omaggio alla memoria di colui che è stato un grande filosofo dell’estrema sinistra che seppe essere l’interprete appassionato delle tensioni ideali della seconda metà del Novecento e dei cambiamenti storici determinati prima dall’ascesa poi dal declino e dal crollo del marxismo teorico, crollo da lui stesso anticipato un decennio prima, attraverso l’evoluzione della sua riflessione filosofica. La mostra comprende i libri che hanno accompagnato la sua formazione filosofica, la specifica sulle opere ed il pensiero di Marx; opere sulle quali ha egli lungamente riflettuto e dalle quali ha tratto ispirazione per un rinnovamento sostanziale, e alcuni ricordi personali dello studioso come fotografie di famiglia e di amici, lettere, ritratti ed oggetti a lui cari. Un’occasione culturale da non perdere è l’appuntamento estivo a Bosa!

D – Fauzia hai in “preparazione” qualche altro evento culturale, qualche altra sorpresa?

R – Oltre a Bos’Art ho in preparazione un ciclo di incontri ad Anacapri dal 3 al 10 luglio di quest’anno, l’assegnazione del Premio Oriente 2012 per le eccellenze nei vari campi, tipo, la letteratura, la scienza, la filosofia. Quest’anno è in programma un dibattito dal titolo molto intrigante, “Il Futuro della Libertà”, ci saranno interventi di Roberto Esposito, Giordano Bruno Guerri, Giovanni Giorgini, Enrico Berti, professore emerito della storia della filosofia, e tanti altri interventi di pari valore.

D – Cosa è per te la Poesia?

R – La Poesia, affascinante parola dalle mille valenze. La poesia è una comunicazione emotiva che attinge acqua, barra, stimoli, dal pozzo degli archetipi del pensiero primario.

Fauzia Gavioli Colletti, si laurea con una tesi sulla Psicoterapia di Gruppo, discussa all’Università di Padova, nel 1977 con il prof. Emilio Servadio ed esercita la sua professione di Psicoanalista dal 1983. Il poeta Andrea Zanzotto è stato un affezionato amico, assiduo frequentatore del suo studio a Bologna, fissato con i mutandoni di lana.

D – Questa tua apparente frenetica attività in ogni campo sembra che rappresenti un meccanismo di rimozione per un evento tragico della tua esperienza di vita. In modo catartico, vuoi accennare di quale evento si tratta?

R – Amare l’uomo della propria vita, donarsi a lui con tutta l’anima e poi improvvisamente perderlo per un fatale destino avverso ad un duraturo amore, è certamente un evento traumatico del quale porto ancora i segni. A Lucio Colletti, alla sua memoria, erigo la piramide invisibile della conoscenza, così come gli antichi faraoni dedicavano ai loro congiunti con gli indicatori verso il cielo, verso le costellazioni, la strada reale dell’eternità.

La “Mecenate dell’Arte”, così spesso viene chiamata dai suoi amici, ed è il titolo acquisito di diritto da Fauzia in occasione degli incontri culturali che organizza presso le sue residenze.

D – Nei tuoi progetti è prevista una sinergia con il Comune di Roma per la realizzazione di incontri di alta Cultura anche qui nella nostra capitale, e non solo a Bosa?

R – È dal 2004 che il Campidoglio, grazie alla sensibilità culturale dell’on. Gianni Borgna, ci mette a disposizione le sue prestigiose sale che vennero aperte all’epoca, in occasione di “Arte & Scienza”; gli incontri sono stati sempre coordinati da Luciano Albanese ed hanno visto la presenza, negli anni, di Giordano Bruno Guerri, Maurizio Calvesi, Simone Carunchio, Michele De Luca, Pietro Giannone, Giovanni Giorgini, Antonio Passa, Gabriele Simongini, e tanti altri negli anni, con gli immancabili interventi di Vittorio Sgarbi.
Il Centro Studi Lucio Colletti organizzò nel 2006 nei Musei Capitolini anche un dibattito dal titolo “Filosofia, Cinema e Realtà Virtuale, Matrix” con interventi di Achille Bonito Oliva ed Enrico Ghezzi.

D – Una tua considerazione sulla SpamArt, sul suo ideatore romano e sul gruppo di partenza di questo singolare movimento artistico?

R – Caro Giuseppe, devi sapere che sono sempre pronta ad accogliere tutto ciò che nasce dall’entusiasmo artistico ed appartiene alla multidisciplinarietà. Tutto ciò che parte dall’approccio multidisciplinare è intrigante e ciò che Vittorio Pavoncello mi ha pazientemente illustrato con la sua SpamArt è veramente interessante ed innovativo. Il video che in anteprima assoluta questa sera ci ha mostrato in questo nostro incontro culturale ha in se i postulati e i cardini di questo nuovo movimento artistico dal nome SpamArt. Mi auguro che possa essere conosciuto, diffuso e trasmesso anche alle nuove leve dell’arte. Gli artisti, i poeti, gli attori, gli scrittori, i ballerini, gli stilisti di moda che hanno partecipato a questo video iniziale della SpamArt si meritano, almeno per il loro coraggio, un plauso d’incoraggiamento per proseguire con altri loro interventi, promozionali di questo gruppo romano della SpamArt.

Avvenne tutto nella serata del 28 novembre 2010, nello spazio del Caffè Letterario “Mangiaparole” qui a Roma, gestito da Mauro Limiti e Lisa Lombardi; i testi e le poesie declamati in quella fatidica serata sono stati raccolti ed assemblati da Vittorio Pavoncello, l’ideatore romano del movimento artistico, e così è nato il libro SPAMARTE, soirée di parole, suoni, immagini, che è percorso da una sottile vena ironica caratterizza dall’estro artistico dei vari personaggi che hanno partecipato all’evento letterario.
I personaggi non sono altro che lo Spam-Postino, capo comico ed illustratore della serata, che introduceva i poeti, gli scrittori, i musicisti, gli autori, i pittori, gli artisti in genere! A questa partenza fortunata è seguito, il 7 dicembre 2011, uno spettacolo performance sempre diretto e organizzato da Vittorio Pavoncello sulla SpamArte e ha raccolto il plauso per l’originalità dell’evento in occasione della fiera libraria Più libri, più liberi, al Palazzo dei Congressi all’EUR con il titolo “Il clima cambia la musica no”. Recentemente nel Salotto Culturale di Fauzia Gavioli Colletti, alla presenza di illustri personaggi della Cultura e dell’Arte, per citarne alcuni, Pier Luigi Pirandello e la gentile consorte signora Giovanna, Giuseppe Neri, già direttore delle tre reti Rai, Francesca Gargano, pittrice, Arnaldo Ninchi ha letto “Italia”, poesia tratta dalla nuova silloge di Michela Zanarella “Meditazioni al Femminile”. Altri incontri ed altri prestigiosi eventi sono nel programma culturale di Fauzia Gavioli Colletti, mecenate dell’arte.

Giuseppe Lorin

Una risposta a “Fauzia Gavioli Colletti, mecenate dell’arte”

  1. Fauzia Gavioli Colletti mecenate dell’Arte
    Mecenate dell’Arte??!!?? La signora Fauzia Gavioli vedova del filosofo e deputato Lucio Colletti
    abita a Roma, in via Marco Aurelio 43, in un bell’attico con grande terrazzo a livello che mia moglie Isabella Collodi (proprietaria) le ha concesso in locazione perché siamo due artisti con problemi economici e di salute, tanto da aver scelto di locare la nostra casa per poter sopravvivere.
    Mai ci saremmo aspettati che la signora Fauzia Gavioli Colletti (che si presentava nella sua posizione di mecenate e di grandi disponibilità economiche) dal mese di agosto 2012 avrebbe cominciato a non pagare il canone né gli oneri condominiali (salvo piccoli acconti chiedendo rateizzazioni) fino a non pagare più nulla dal mese di gennaio 2013 al presente mese di giugno 2013. Tra l’altro la signora Gavioli Colletti usa questa sua abitazione anche per organizzarvi mostre d’arte con cene, ricevimenti, cocktail, invitandovi personalità dell’arte e della politica.
    Sia mia moglie, sia io personalmente, sia insieme, l’abbiamo più volte pregata di pagare il canone di locazione, trattandosi dell’unica nostra fonte di sussistenza, trovando sempre un rifiuto per mancanza di liquidità per poter pagare: ma allora i soldi per organizzare i ricevimenti ed assegnare i premi dove li trova?
    Giunti al limite delle nostre possibilità, a dicembre 2012 mia moglie Isabella le ha intimato lo sfratto per morosità, che è stato convalidato dal Giudice.
    Ora la signora Fauzia Gavioli Colletti non solo continua ad essere morosa ormai da quasi un anno senza rilasciare l’appartamento, ma propone opposizione allo sfratto, accampando giustificazioni come l’assenza da casa al momento della notifica e contestando spiccioli di oneri condominiali, addirittura con l’ardire di chiedere ora il termine di grazia, dopo quasi un anno di morosità!
    Altro che mecenate! L’unica cosa certa è che oggi non sappiamo più come sopravvivere e mentre mia moglie Isabella crolla in depressione, io personalmente credo sempre meno nella Giustizia per la tutela dei più deboli.
    Piero Fornai Tevini

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