Crea sito

Viterbo. Variazione di programma nel calendario di “… Tutto è letteratura”, la seconda parte della fortunata edizione 2012-2013 del Sal8 delle 6 dedicata alla migliore narrativa contemporanea.

L’incontro del 21 marzo slitta al 22: venerdì siederanno al Salotto di Pasquale Bottone gli scrittori Giovanni Ricciardi e Bruno Osimo, che racconteranno all’appassionato e sempre numeroso pubblico, le loro ultime avventure editoriali, rispettivamente “Portami a ballare” (Fazi) e “Bar Atlantic” (Marcos y Marcos).

 

“Portami a ballare” è il quarto episodio della serie incentrata sulle indagini del commissario Ponzetti, protagonista già di “I gatti lo sapranno” (2008), vincitore del Premio Belgioso Giallo come miglior opera prima, “Ci saranno altre voci” (2009) e “Il silenzio degli occhi” (2011), tutti usciti per i tipi di Fazi.

Le indagini del sagace Ponzetti e dell’ispettore Iannotta, alter ego concreto e verace del commissario, si snodano nel romanzo tra Roma, il nostro lago di Bolsena e la Spagna.

È infatti del proprietario di una isolata villetta sul lago, Andrea Perfetti, di professione ghost writer, il corpo senza vita trovato nel luglio 2010 a Roma nei pressi di Porta Latina, nel pulsante quartiere San Giovanni.

Nella intricata vicenda relativa all’omicidio viene ad essere coinvolto, oltre al mondo della politica, anche quello delle scuole di tango della capitale, in particolare la figura di Marcelo Morin, un noto ballerino di cui Perfetti ha scritto la biografia.

In una Roma pigra e indolente, soffocata dalla calura estiva, ma allo stesso tempo così poliedrica e ammaliante, saranno l’intuito investigativo di Ponzetti e la sua anima terrena, impersonata dal fido Iannotta, a dipanare la matassa di un romanzo avvincente e intrigante, in cui la raffinatezza e l’eleganza della scrittura e la trama che si fa leggere in maniera trascinante non passano inosservate.

In questo quarto episodio Giovanni Ricciardi, professore di Greco e Latino in un liceo di Roma, ha voluto mascherare l’indagine di Ponzetti con un “gioco di fantasmi”, dove fantasma è lo scrittore ammazzato ma fantasma è anche lo stesso commissario, che si trova a gestire un caso non suo, per una richiesta particolare del questore.

 

“Tutte le persone che abitano questo romanzo sono fantasmi di altre persone. È questa l’idea del libro” spiega Riccardi, che sullo sfondo della storia staglia la magnifica Roma, grande teatro delle vicende ma anche grande palcoscenico dell’anima, cui l’autore affianca un altro grande simbolo, Santiago de Compostela, meta di ricerca non solo di indizi relativi all’indagine, ma metafora e simbolo della ricerca delle profonde aspirazioni dell’animo umano.

 

Bruno Osimo, milanese, traduttore, teorico della traduzione, docente di critica della traduzione, teoria della traduzione e storia della traduzione presso vari atenei, propone in “Bar Atlantic” la storia di un precario della scuola, della vita, dell’amore.

 

Adàm, il protagonista trentacinquenne, israeliano, dottore in lingua e letteratura ebraica, ha cinque contratti in cinque università diverse e cinque donne in cinque città diverse. Ogni giorno perciò ricomincia da capo: un treno diverso, un’università diversa, una donna diversa, il travaglio originario che quotidianamente si ripropone.

Il lunedì parte da Milano all’alba, aspetta la coincidenza a Tortona e va a insegnare ebraico ad Alessandria; poi, dopo gli incontri senza troppo trasporto con Paola, riesce a rientrare in tempo per fare la spesa e preparare la cena per la moglie Hhava.

Il martedì a Bergamo potrebbe anche non andare, visto che il compenso per le sue lezioni è troppo basso, ma a Bergamo c’è Monica, con il suo naso semitico, i suoi riccioli rossi, la sua voce roca, il suo accento irresistibile.

Il mercoledì a Pavia lo aspetta la collega Teresa, il giovedì a Treviso fa l’amore con Fernanda nel locale caldaia, il venerdì a Verona sale nel monolocale di Sasha con una fetta di torta altoatesina, ma il sabato finalmente si riposa.

E il sabato Adàm corre sul lungomare di Levanto, si ferma a scrivere una poesia al bar Sereno, sveglia la moglie con il profumo dei biscotti appena sfornati. La moglie, la casa, la fede.

Ogni settimana si ripete come una giostra infinita, come un viaggio in tondo da un microcosmo all’altro. Finché un giorno, del tutto inaspettata, si apre anche per lui una via di fuga: la speranza di un’unica vita, di un mondo solo, dove potersi abbandonare in pace.

 

Due romanzi molto ben accolti dalla critica, così diversi eppure uniti nella volontà di scandagliare l’animo umano attraverso i simboli, la lingua, la scrittura.

L’appuntamento con Giovanni Ricciardi e Bruno Osimo al Sal8 delle 6 di Pasquale Bottone, realizzato grazie al contributo di Unindustria, è per venerdì 22 marzo alle ore 18 presso la Sala Conferenze della Biblioteca Consorziale di Viterbo, in viale Trento 18.

 

 

 

 

 

Giovanni Ricciardi e Bruno Osimo ospiti del Sal8 delle 6 venerdì 22 marzo
Tagged on: