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GIUSEPPE ANDREOZZI E L’IDEALE NEL FILM

INTERNO 4 regia di Giuseppe Andreozzi

 Aprile 2014 il mese delle prime sorprese di Giuseppe Andreozzi

 di Michela Zanarella

 Regista e film maker, Giuseppe Andreozzi è Dottore in legge “per caso“; arrivato in televisione “per necessità” dove ha curato il montaggio di Geo&Geo, Uno Mattina, Blob, Porta a Porta, Rai Notte, Uomini e Donne; amante del cinema “da sempre”! Predilige il genere thriller, horror e giallo con delle “incursioni” nel dramma e nella tragedia classica. Il suo cult è “Evil Dead” di Sam Raimi; apprezza moltissimo anche Tim Burton e James Ivory.

Ciò che mi ha colpito in un colloquio che ho avuto con Giuseppe Andreozzi è stata la frase, che qui riporto: “Non miro tanto alla fama quanto alla realizzazione dei miei progetti e, perché no, alla condivisione della mia passione con altri amanti del cinema, del teatro, dell’arte in genere”. Si deduce da quanto detto, la volontà nel proporre le proprie idee nel rispetto della disponibilità altrui.

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Essere volitivi nel mondo dell’arte in genere, ha un significato ancestrale che va oltre gli insegnamenti accademici, ed è questa la ragione del successo. Dà, certo, sicurezza ai suoi attori essere guidati da Giuseppe Andreozzi, regista di un congruo numero di filmati sia lungometraggi sia short movies; come ho detto il suo estro tocca ogni genere filmico, dall’horror al thriller al drammatico alla commedia alla tragedia. Sta proprio in questa scelta specifica la particolarità originale della filmografia di Giuseppe Andreozzi, la cui opera suscita tensione poiché la tecnica di ripresa che usa induce quel brivido di paura allo spettatore, che lo designa come erede indiscusso di Dario Argento, per ciò che riguarda il genere Thriller. Anche se si assiste alla preparazione e all’esecuzione di un crimine si giunge ugualmente ad un forte coinvolgimento emotivo, poiché l’assassino lo avverti alle tue spalle all’ultimo momento. Il montaggio comunque rimane sempre la chiave di volta del genere thriller e le scene al ralenti e i cliffhanger – lasciare l’evento “sospeso” – sono alcuni dei colpi di scena che fanno sobbalzare gli spettatori. Giuseppe Andreozzi è un maestro del montaggio! Certamente la curiosità per gli sviluppi successivi della storia rendono sveglio lo spettatore. È proprio questa pausa inserita ad hoc nel momento di tensione, che soggioga lo spettatore al “volere” del regista, che, in questo modo, viene catturato e domato, come una “belva” amabile nel suo Circo e nel quale, lo spettatore-belva, vuole rimanere o ritornare! Sono proprio i fan di Giuseppe Andreozzi che hanno stabilito il successo di questo giovane regista il quale, per il suo lungometraggio “Interno 4” si è avvalso anche della collaborazione di Simone Chiesa, Roberto Albanesi, Davide Cazzulani, Dario Bignami; altri giovani come lui.

 

D – Chiediamo a Giuseppe Andreozzi quali sono le caratteristiche principali che differenziano le sue riprese dagli altri thriller in proiezione?

 

R – In realtà mi piace spaziare parecchio… adattare la ripresa alla storia, alla suggestione del momento. Non saprei, né vorrei “etichettare” il mio stile. Ecco perché mi ha incuriosito la collaborazione con un regista giovanissimo come Simone Chiesa, ricco di idee e di voglia di fare!

 

D – Insieme a Simone Chiesa hai diretto il lungometraggio “Interno 4”, in programmazione mercoledì 30 aprile 2014 al Big Star, Via Goffredo Mameli 25; nel contesto del Thriller Cinematografico mondiale, come credi possa essere inserita questa vostra pellicola?

 

R – “Interno 4” è un esperimento, una commistione di stili diversi con macchine diverse, ma che speriamo possa interessare e piacere al pubblico in quanto uguali sono gli intenti e gli obiettivi che con Simone ci siamo prefissati. 

 

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D – Una tua riflessione sull’ironia, che traspare nelle tue opere cinematografiche?

 

R – Credo che l’ironia sia indispensabile, così come la capacità di non prendersi troppo sul serio.

 

D – Di cosa ha paura Giuseppe Andreozzi nella quotidianità?

 

R – Fin da piccolo i miei genitori mi hanno insegnato a non aver paura del buio, dei “mostri” fantastici… e da sempre sono stato attratto dai film “di paura” senza mai spaventarmi! Ovvio che anche io abbia le mie paure, come tutti. Sebbene sia una risposta banale, le mie paure sono quelle reali, tangibili… mi spaventano la cattiveria e l’atrocità che può raggiungere l’uomo. La cattiveria che leggiamo sui giornali nelle pagine di cronaca. Anche in “Interno 4” la paura non lascia spazio al soprannaturale.

 

D – Vedendo i film in bianco e nero, quelli del passato, che sensazioni si avvertono e quali differenze trovi con i thriller attuali o come potrebbero essere quelli del futuro?

 

R –  Gli effetti speciali hanno abituato il pubblico a vedere ogni sorta di mostruosità. I classici del passato sono esempi di come si possa riuscire a tenere inchiodato lo spettatore alla sedia senza cali di tensione anche facendo a meno di tali effetti. Hitchcock docet! Che si torni al passato? Perché no! E in “Interno 4” la paura non sarà affidata agli effetti digitali!

 

D – Come sono stati scelti gli attori e come sei riuscito a convincerli a girare delle scene così cruente come quelle del film “Interno 4”? Una curiosità, perché un attore l’hai fatto recitare in inglese?

 

R – Non mi spaventa lavorare con “attori nuovi”. Tranne Chiara Pavoni, con cui avevo già collaborato in passato, gli altri attori li ho scelti semplicemente perché adatti al ruolo, fortemente motivati e interessati al progetto. Dunque nessun problema a girare scene “forti”. Essendo poi previsto nel film il ruolo di un produttore americano mi son detto: perché non sfruttare le capacità e l’ottimo inglese di Giuseppe Lorin?

 

D – Roberto Faenza ha girato un film sul delitto di Via Poma, Giuseppe Andreozzi è interessato a scrivere una sceneggiatura e a girare un film basato su fatti di cronaca?

 

R – Sicuramente sarebbe una cosa stimolante. Credo tuttavia che nelle trasposizioni cinematografiche di eventi realmente accaduti ci sia sempre il rischio di dare una visione parziale e arbitraria dell’accaduto. Rischio che non si corre con sceneggiature originali che magari si ispirano soltanto a fatti realmente accaduti.

 

D – Quali sono state le maggiori difficoltà incontrate nel girare “Interno 4”?

 

R – Sicuramente il poco tempo a disposizione, che ha costretto l’intero set ad orari e ritmi massacranti e inoltre la mancanza di un budget tale da agevolare e semplificare le riprese. Tuttavia  l’ottimo coordinamento del direttore di produzione Sergio Romano, l’impegno degli attori, l’efficienza del reparto tecnico e la poliedricità della nostra truccatrice e costumista Silvia Bastet hanno consentito di chiudere le riprese nel tempo previsto.

 

D – New Old Story Film Casalpusterlengo e Lazy Owl Production, due Produzioni?

 

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R – Sì, una co-produzione! I due progetti partiti nel 2009, “La ricorrenza di Aurora” appena finito e  “Il monito dell’appeso” al cinema il 4 aprile 2014, al “BIG STAR” in Via Mameli 25, a Trastevere, sono una co-produzione LAZY OWL Production – SEVEN STARS Pictures e hanno assorbito gran parte delle mie energie, dunque avevo bisogno di un input per potermi lanciare in un nuovo progetto. Avere il sostegno e la collaborazione dei quattro ragazzi di Casalpusterlengo, Roberto Albanesi, Davide Cazzulani, Dario Bignami e Simone Chiesa, la loro energia e voglia di fare, mi han tolto ogni dubbio e mi han fatto lanciare in questo progetto e scrivere una sceneggiatura ad hoc per la location a disposizione.

 

D – In questi giorni di primavera 2014, stai girando “Azzurro Oltremare” di Lucio Garofalo, che è un pittore. Potresti accennare alla tematica affrontata nel testo e alla trasposizione in sceneggiatura?

 

R – La storia, scritta per il teatro e da me adattata per il cinema, ricostruisce la vita di un pittore attraverso i suoi sogni e  la sua immaginazione. Brusco è lo scontro tra la realtà e i suoi ricordi, inevitabilmente deturpati dal tempo.

 

D – Nel tuo nuovo film “Azzurro Oltremare” leggo, nell’elenco del cast, nomi già incontrati in alcuni tuoi lavori precedenti come, per esempio, Chiara Pavoni, Roberta Marcucci, Giuseppe Lorin; quali sicurezze infondono attori già provati?

 

R – Trattandosi della mia prima commedia, rinnovare la fiducia ad attori con cui ho già piacevolmente collaborato mi ha dato sicuramente qualche sicurezza in più, sebbene buona parte del cast sia “nuova” e fortemente motivata .

 

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D – L’ultima domanda a Giuseppe Andreozzi, sceneggiatore e regista; con tutto l’orrore e la violenza anche gratuita che i vari telegiornali ci sbattono in faccia ogni giorno, è più difficile secondo te, spaventare il pubblico?

 

R – Sicuramente sì. Il pubblico ormai  è “vaccinato”, abituato a notizie d’impatto e sempre meno filtrate. Ecco perché nella finzione cinematografica deve trovar spazio anche il divertimento. Saluto i lettori, ricordando l’appuntamento  di venerdì 4 aprile al Big Star,Via Goffredo Mameli 25, alle ore 20,30  con“Il monito dell’appeso”. Il film “Interno 4”  invece sarà proiettato in anteprima ad “ingresso gratuito” in una location prestigiosa in data da definire e la proiezione sarà preceduta dal reading hard boiled “Horror, thriller, giallo e…poesia” con Chiara Pavoni, Giuseppe Lorin e Michela Zanarella.

 

Michela Zanarella

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