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“Il sogno” di Marcello Cozzolino

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a cura di Andrea Corona

Che il sogno sia l’appagamento di un desiderio è cosa nota a tutti. E oggi, si sa, il sogno collettivo è quello di sbancare grazie a scommesse, giochi d’azzardo, lotterie e relativi montepremi. Al punto che lo stesso sogno del posto fisso è diventato desueto. Nella città di Napoli, tuttavia, questa non è certo una novità: se alle pendici del Vesuvio il posto fisso è sempre stato visto, forse più che altrove, come un obiettivo un po’ troppo chimerico, ecco allora che la febbre per le estrazioni e le vincite del gioco del lotto ha, qui, una lunga tradizione… A Napoli, dunque, il sogno inteso come fantasticheria a occhi aperti è più che mai legato a doppio filo all’altro tipo di sogno, quello connesso all’attività onirica. Non poteva dunque che essere innanzitutto lei, la smorfia napoletana, la protagonista de “Il sogno”, spettacolo di Massimo Petrucci e Marcello Cozzolino, che ne ha curato anche la regia.

Commedia in due atti interamente ambientata in un tipico caffè del capoluogo campano, “Il sogno” si apre con un sospiro del barista Peppino (Alessio De Sivo), accanito giocatore ed esperto interprete dei sogni, cui fanno seguito i rimproveri e gli sguardi torvi di Johanna, cameriera rumena (interpretata da Sabrina Fusco) indotta da Peppino a puntare, e perdere, 50 euro. A rimproverare «lo scienziato dei numeri», come viene sarcasticamente apostrofato il barman, sarà anche Diana (Grace Lecce), la tirannica titolare del locale. Ma a Napoli, si sa, il momento del caffè non si traduce in una sbrigativa colazione al volo prima del lavoro… anche perché, come si diceva, c’è chi il lavoro ancora non l’ha trovato. È così per Stefania (Anna Cioffi), una tanto brillante quanto logorroica organizzatrice di eventi – o, almeno, aspirante tale – che nel tentativo di calmare con un buon caffè l’apprensione per un imminente colloquio, finirà per trasmettere ansia a tutti. Persino al razionale Dottor Piero (Marcello Cozzolino), preoccupato per il ritardo dell’amico Luigi (Amedeo Ambrosino), che non si è ancora fatto vivo. Se questa è solo la situazione di partenza, l’ingresso in scena di “macchiette” come la stramba Isolina (Amedeo Amborsino), sorella di Don Luigi, e di Carminiello, il ragazzo delle consegne (Antonio De Francesco), porteranno a improbabili corteggiamenti, alla rivelazione di confidenze e, poco alla volta, alla scoperta dei reali motivi della preoccupazione del Dottor Piero… Insomma, tra squinternati, malati immaginari e dongiovanni da strapazzo, “Il sogno” è una commedia estremamente vivace, oltre che godibile; eppure assistendo a questo spettacolo vengono in mente le parole del premio Nobel François Mauriac, allorquando scriveva che «Ogni dramma inventato riflette un dramma che non s’inventa».

13059918_991364860952852_445617751_nGli autori Petrucci e Cozzolino sono riusciti, direi, ad attingere alla tradizione del teatro napoletano, e a giocare con un vasto campionario di equivoci, doppi sensi, giochi di parole (si pensi anche, ad esempio, alle scenette comiche di Anna e Roberto Ciaramella come ‘A cammarera sorda) e al tempo stesso a scrivere una piccola epopea sul senso di colpa e su quei sogni dentro altri sogni che nascondono, in fondo in fondo, il malessere di tutta un’epoca. Tant’è che a ben vedere il sogno, insegna Freud, non è semplicemente l’appagamento di un desiderio, ma più precisamente «l’appagamento mascherato di un desiderio rimosso».

Ciò detto, non ci resta che augurare buon divertimento ai lettori di ClickNews e invitarli alla prossima data di uno spettacolo che, dopo il successo avuto a Napoli, sarà riproposto a Milano questo venerdì 29 aprile. Per ulteriori informazioni:

https://www.facebook.com/events/672736452880472/

 

 

Andrea Corona

 

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