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Lucia Collo e la sua personale denuncia in “LAVORATORE PER CASO”

LUCIA COLLO Lavoratore per caso

Sarà che Sua Santità papa Francesco ha a cuore la situazione incresciosa di una generazione che non sa neanche cosa vuol dire lavorare, sarà che intere famiglie si trovano dall’oggi al domani private di quello stipendio mensilmente sicuro, prodomo di dignità, portato a casa dal capofamiglia, sarà che il Giffoni Film Festival (GFF) promuove il cinema della gioventù e che Lucia Collo vive proprio a Giffoni, oltre ad essere l’autrice del romanzo-denuncia dal titolo “Lavoratore per caso” edito dalla David and Matthaus edizioni letterarie per Ego Edizioni, sarà che proprio questo libro ricorda una sceneggiatura di un film sociale sgorgato da un ambiente quasi dimenticato dalla Cultura, ci troviamo a leggere un doculibro che descrive minuziosamente i fatti politici ed economici che stanno coinvolgendo i legami sentimentali di moltissime famiglie italiane in questo delicato momento storico.

Lucia Collo nata a Nocera Inferiore, diplomata in maturità classica presso il liceo “Torquato Tasso” di Salerno, vive a Giffoni  Valle Piana. Mamma di due splendidi bimbi ha tante passioni tra cui spiccano la scrittura, la cucina e la creatività in ogni forma.

Così come ci “confessa” Lucia Collo, scrive da quando, adolescente, iniziò ad apprezzare il significato dello scrivere di coloro che hanno segnato la Cultura. L’idea del libro  “Lavoratore per caso” è nata  da esperienze che hanno coinvolto il suo personale nucleo familiare, le vicissitudine italiane economiche attuali che segnano ed evidenziano attraverso i fatti e i misfatti di cronaca la crisi profonda del mondo del lavoro, non solo giovanile, disseminato di morti bianche.

LUCIA COLLOLavoratore per caso” racconta le vicissitudine di Alberto cuoco cinquantenne che per uno strano “scherzo del destino” invece di migliorare la sua situazione lavorativa, la peggiora. Dopo anni di onorata carriera si trova licenziato e senza un nulla di fatto.

Da qui nascono tantissimi problemi correlati, creati e sviluppati a causa di fraintendimenti con la vedova del suo ex datore di lavoro e dall’inimicizia che darà seguito ad una serie di non pochi incidenti. “Lavoratore per caso”  ha come protagonista Alberto, ormai avvilito, psicologicamente distrutto che riesce da solo a superare le avversità del momento aggrappandosi agli affetti suoi più cari: la famiglia che rimarrà comunque il faro indiscusso a cui far riferimento tra tanti marosi distruttivi. Riflette sul proprio significato di capofamiglia, guida onesta dei suoi figli, approdo sicuro nonostante le tempeste della vita.

Accetta i lavori più umili e malpagati, le angherie  dei  colleghi e del nuovo “capo”.

Le buone intenzioni, dopo alcune difficoltà ampliate dal disagio emotivo, vengono sopraffatte dall’instabilità psichica. Alberto è in balia della disperazione che si acuisce e si frantuma con la morte improvvisa dell’unico amico che lo aveva aiutato. Alberto è allo stremo e  commette  atti violenti che gli “bruceranno l’anima”.

Atti che lo porteranno a colpire e a ferire i suoi figli, sua moglie: innocenti spettatori inermi della sua sofferenza fino a tentare il suicidio. Ecco, ora Alberto ha toccato il fondo: si rende conto di aver perso anche la famiglia ed il rispetto per se stesso!

Imputato in un processo che lo vede colpevole e nonostante le mille  peripezie, si fa forza, si ridesta da un incubo e lentamente si rimette in carreggiata, e poi ancora intrighi, segreti, sparatorie, corse e telefonate disperate.

L’incipit di “Lavoratore per caso” è classico: “Era un mattino uggioso, uno di quei giorni che passeresti a letto e al caldo; una di quelle giornate in cui vorresti andare in letargo e restarci per mesi.

Si intuisce una situazione di disagio esistenziale ma ancora non è chiaro nulla, lasciando in curiosità il lettore che si affretterà a leggere le pagine del nuovo romanzo sociale di Lucia Collo.

“… Ma io ero lì, nel mezzo della strada… Sarei tornato a casa, zuppo, malconcio, impregnato di quella pioggerellina fin dentro le ossa, ma ciò che sentivo dentro era più forte di qualsiasi cosa, più penetrante di ogni altro pensiero…”

Lucia Collo ha il pregio di creare aspettative nel lettore ed è il dono di chi trasporta sulla carta in forma di romanzo le emozioni vissute sulla propria pelle, così come il tragico episodio della morte: “…Ero quasi arrivato nel posto in cui era “alloggiato” il mio amico e cominciai a gridare chiamandolo, ero tutto euforico e speravo che anche lui lo fosse. Lo chiamavo e lo richiamavo ma non ricevevo risposta e cominciai a preoccuparmi. Non poteva essere così arrabbiato con me da non rivolgermi neppure una parola, non credevo o forse sì? Forse dormiva profondamente in preda all’alcool così presi a cercarlo con maggiore insistenza e poco dopo lo trovai accovacciato sopra dei cartoni e capii il motivo per cui non mi aveva risposto: l’uomo era affaticato, aveva il fiato corto quasi non riusciva a parlare… si dimenava portando le mani al petto. “Umberto… cosa c’è ?” “Non ti senti…?” A fatica rispose: “Mi- fa- male- il- petto … sento- il -cuore –come- in -una –morsa”. … chiamai il 113. Ero agitato ma riuscii a dire che c’era un uomo che stava male, gli indicai la strada e chiusi la telefonata implorandoli di fare il prima possibile.

Adagiai Umberto meglio che potei e cercai di richiamare qualcuno dal vicinato ma nessuno sembrava essere interessato a un barbone che sta male…” La scrittura narrativa di Lucia Collo porta a dialoghi emotivi altamente visivi e le scene si susseguono con un ottimo ritmo cinematografico: “…Passarono degli uomini: “Vi prego aiutatemi quest’uomo sta male”. E guardandolo rispondevano: “Avrà bevuto un po’ troppo, gli passerà”. “Vi prego avete un’auto, lo portiamo all’ospedale”. “Io quello lì non lo faccio entrare in auto”. “Ma cosa dice, sta male, faccia qualcosa invece di guardare!” Le mie urla avevano fatto da richiamo: donne e uomini si erano affacciati alle finestre e alcuni erano scesi in strada ma, nessuno faceva nulla né tantomeno mi dava una mano. Umberto con voce flebile mi chiamò a se e mi disse: “Non- mi- lasciare- ti- prego- non –farmi- morire- da –solo”. E dal dolore quasi svenne. Gli risposi: “Non preoccuparti non morirai hai solo un malore fra un po’ arriva l’ambulanza e andiamo all’ospedale”. “Stai tranquillo” gli tenevo il viso e lo accarezzavo. “Poi non puoi morire; sono venuto per dirti che il signor Mario ti riprende a lavorare come maître”. “L’ho convinto”, “Gra-zie ma- non- credo-, tornerò”, “Non dire queste cose ti prego”, “Mi sono impegnato tanto e ti assicuro che domani andremo insieme a lavoro”. Intanto passava il tempo e l’ambulanza non arrivava… “Sto- morendo -amico -mio –lo –sento”, “Non dire queste cose ti salverai…”. “Non- puoi- fare- nulla: è-la –vita”. E sempre più affaticato fece cadere il capo. Mi misi a chiamarlo: “Umberto forza, un altro po’, resisti!” Rinvenuto per quanto le forze, glielo permettevano disse: “Grazie –e –credo -nella –tua –innocenza”, “Dici –ai –miei –cari –che -li –ho amati e – tanto”. “Resta- con –me –non- mi –lasciare”, “Non ti lascio e non dire queste cose adesso andiamo all’ospedale e dopo ti fai un bagno che puzzi”. Si mise a ridere e stretta forte la mia mano spirò tra le mie braccia. “Umberto, amico mio, Umberto!” Niente: ormai era in cielo se ne era andato tra le mie braccia e quando, dopo pochi minuti arrivò l’ambulanza non poté che constatarne il decesso. … il mio caro amico non c’era più e tutti gli sforzi che avevo fatto, erano stati inutili…”

Non resta che leggere nella sua integrità narrativa “Lavoratore per caso” edito dalla David and Matthaus edizioni letterarie per Ego Edizioni, ma “…a proposito, il Signor Mario…” si avvicinò ad Alberto… e gli disse: “Che ne pensi se diventassi mio socio?” Ed io risposi: “Non ci penso proprio; preferisco la tortura!” Ed entrambi scoppiammo a ridere.

Lucia Collo,  nickname  Doroty-20, è l’ideatrice di www.mammaindivenire.myblog.it ed esprime il suo impegno nel sociale collaborando con i seguenti blog: “Gentemergente”, “Socialpost”, “Italianbloggers”.

Lavoratore per caso” di Lucia Collo, edito dalla David and Matthaus edizioni letterarie per Ego Edizioni, è distribuito dalla Feltrinelli e, a richiesta, nelle maggiori librerie.

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