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Pablo Atchugarry ai Mercati di Trajano (fino al 9 febbraio)

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di Claudio Fiorentini

24 novembre 2015
Ho avuto la fortuna di incontrare Pablo Atchugarry, tra i più importanti scultori contemporanei, e di ammirare le sue opere, esposte al museo dei Mercati di Trajano a Roma.
Pablo è un omone affabile e semplice che ti mette subito a tuo agio, e in mezz’ora di libera conversazione ha espresso, con estrema semplicità, alcuni concetti, che poi sono pilastri della sua vita. La semplicità, si sa, solo i Maestri possono permettersela. Questi concetti sono diventati per me i temi conduttori della mostra. Pablo li ha riassunti più o meno così: esporre qui esprime continuità tra la storia e l’oggi; vivere come su di un ponte, un po’ qui e un po’ lì (mi ricorda i versi di Facundo Cabral “no soy de aquì ni soy de allà”); nella vita bisogna avere un sogno.
Lo incontrerò di nuovo a febbraio per una intervista, forse anche per un brindisi, e avrò modo di parlare con lui più a lungo, ma già da ora mi sento di delineare alcune caratteristiche della poetica della sua opera.

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