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PAESTUM NELL’ITALIA DELLE SCELTE… anche estive

Paestum più bello di così

Dopo Firenze, Bologna e Genova, nel 2019 sarà Matera la Capitale Europea della Cultura, e di ciò si apprezza la scelta. Il Consiglio dei Ministri Europeo è dal 1985 che assegna questo titolo. Tale titolo viene assegnato ad una città, che può associare nel suo programma anche il territorio regionale di riferimento. Viviamo nell’Italia delle scelte e confidiamo che tale titolo sarà nuovamente assegnato dopo il 2019, dopo gli eventi che l’amministrazione comunale di Matera avrà realizzato, ad un’altra città italiana, ed il Governo Italiano congiuntamente alla Commissione Europea non potrà esimersi dal proporre Paestum quale “Capitale Europea della Cultura”. Il giovane Gabriel Zuchtriegel, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Paestum, nato a Weingarten nel Baden-Württemberg, dovrà mettere in pratica la retorica, la professionalità e la sua cultura che fin dal 2010 applica con successo sul territorio italiano. Da Heraclea nel Metaponto, ai templi della Basilicata, a Pompei, alla polis sul Sele ovvero, Poseidonia. Paestum racchiude le radici dei nostri progenitori del sud d’Italia, la storia antica italiana, è la grande Grecia stabilitasi alla foce del Sele sulle cui rive venne innalzato per ringraziamento all’approdo l’Heraion, il tempio dedicato ad Hera Argiva, la moglie di Giove.

Direttore Museo di PaestuLe metope arcaiche riproducono il mito e l’epos greco della distruzione e della fuga da Troia, di Medea, delle imprese di Eracle,  la morte del gigante Alcioneo per mano di Eracle, le fatiche di Sisifo, il suicidio di Aiace, scene a sequenza nel filmato di pietra, che in tutti e quattro i lati del santuario “riprodotto” nelle sue autentiche dimensioni, si mostra nel primordiale movimento delle figure sovrapposte scolpite, per rendere meglio la cinesi (dal gr. κίνησις «movimento») dell’opera architettonica. È anche vero che il Professore Zuchtriegel, quotidianamente si impegna affinché venga conosciuto il ricco patrimonio archeologico del bacino del Sele dove approdarono i rifugiati di Troia.

Per diversi anni il Museo Archeologico Nazionale di Paestum con molte difficoltà è stato diretto dalla prof.ssa Marina Cipriani che, nonostante le mancate elargizioni a sostegno della Cultura archeologica, è riuscita a realizzare la dislocazione delle diverse sezioni.

Secondo indiscrezioni, il neoeletto direttore del Museo di Paestum  prof. Gabriel Zuchtriegel, ha nei suoi prossimi progetti la messa a punto dell’area archeologica dell’Heraion con il relativo museo ricco di testimonianze del primo sbarco.

È certo che Paestum ed il suo territorio possono dire alle altre città europee, in che modo le realtà culturali del Cilento possono raccordarsi e lavorare con quelle europee, come sviluppare progetti creativi che rispondono alle sfide che l’Europa fronteggia. Sommariamente ricordiamo qui Elea, Velia, Padula, il Vallo di Diano, Sala Consilina. Si pensi alle risposte che la cultura può dare alle sfide dell’Europa: crescita intelligente – pianificazione urbana integrata di una città della cultura e della conoscenza che integri sviluppo economico, cultura, creatività e tecnologie digitali -, crescita sostenibile – coniugando la creatività e le tecnologie per la produzione e l’efficienza energetica o la valorizzazione delle risorse ambientali scarse – e crescita inclusiva – promozione del dialogo interculturale anche alla luce dei cambiamenti in atto nel bacino mediterraneo, e dell’inclusione sociale.

Johann_Heinrich_Wilhelm_Tischbein_-_Goethe_in_the_Roman_Campagna_-_Google_Art_Project[1]Il Prof. Gabriel Zuchtriegel è tedesco del Baden Württemberg e ama ricordare i viaggi in Italia del XVIII secolo; il Grand Tour descritto da Goethe, il ritratto di Johann Wolfgang von Goethe nell’atteggiamento di riposo tra reperti archeologici, nel dipinto ad olio di Johann Heinrich Wilhelm Tischbein. Siti archeologici come nutrimento della mente e distacco dalla quotidianità lavorativa.

I primi di giugno 2016 si è assistito nel parco archeologico di Paestum ad una iniziativa di rievocazione storica, “I giorni romani di Paestum”, ideato e promosso dall’A. C. S.P.Q.R. di Roma, affiancati dal gruppo Cultus Deorum Ostia Antica, ideato e gestito da Sergio Bux e Stefania Sanna, cultori dello stile di vita degli antichi romani, e dai gruppi Mos Maiorum e Romanitas.

Dal Tempio della Pace all’Anfiteatro, dal Foro al Comitivm, le matrone, i senatori, i patrizi, i plebei, i gladiatori, i commercianti, hanno dato prova della loro vita a Paestum. Nelle botteghe e nelle tabernae c’è stato sfogo di forgiatura delle armi, degli attrezzi più comuni, degli strumenti medici, dei profumi e delle essenze, dei cibi e dei vini speziati della colonia romana a Paestum.

spiaggia a Torre di  PaestumIl mare cristallino ed il cielo turchese hanno sancito il successo dell’iniziativa che ci auguriamo possa essere ripetuta, con l’augurio di una candidatura di Paestum a Capitale Europea della Cultura. Una città non viene designata Capitale Europea della Cultura unicamente per ciò che è o per ciò che ha o per quanto ha fatto. Ma per quanto propone di fare. Il titolo di “Capitale Europea della Cultura” viene assegnato soprattutto per il programma di eventi culturali particolari che la città candidata propone di organizzare nel corso dell’anno in questione. In tal senso, il concetto di Capitale Europea della Cultura è completamente differente, ad esempio, da quello di patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Il patrimonio e la vita culturale permanente della città sono senz’altro elementi importanti, ma costituiscono soltanto una base per l’organizzazione dell’avvenimento.

Ogni presentazione di candidatura sotto forma di opuscolo turistico della città risulterebbe quindi inappropriata. È importante che il programma sia rivolto verso il futuro, senza peraltro che risulti trascurata la storia su cui la città basa la propria identità. Sono di importanza essenziale il carattere innovativo della manifestazione e, in tale contesto, lo spazio riservato alle forme culturali contemporanee e la capacità di favorire la creatività facendo intervenire artisti tanto locali quanto europei.

Il programma va sostenuto da un dinamismo culturale che deve valorizzare l’identità dei luoghi elaborando prodotti culturali innovativi. Siamo comunque in attesa di ciò che verrà proposto da Matera al pubblico europeo… e poi, arrivederci a Paestum!

 

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