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PORTAPAROLE presenta “Io la salverò, signorina Else”

parallelismi Schnitzler

Suggestive riflessioni inducono Daniele Pugliese, l’autore del pamphlet “Io la salverò, signorina Else”,  nel silenzio della stanza a San Martino di Castrozza, a rivedere, a rileggere il testo di Arthur Schnitzler “La signorina Else” o della femminilità messa a nudo. È certo che la novella di Schnitzler si presta ad essere un resoconto analitico di alto valore scientifico, tanto è vero che Freud, pur abitando poco distante dall’abitazione viennese dell’autore, per lungo tempo non ebbe con lui contatti.

In seguito Freud confessò di aver temuto il confronto con lo scrittore come un alter ego di se stesso, in grado di penetrare con la stessa lucidità e profondità nei meandri della psiche. Ma Arthur Schnitzler, che fu anche medico, fu soprattutto un artista: Else non è un caso clinico, ma un personaggio letterario a tutto tondo, dibattuto tra la fanciulla che è ancora e la donna che incomincia ad essere, assediata da un mondo di adulti “maturi”, e nella cui vita primeggia il denaro, come possibile fonte di rovina o come mezzo per soddisfare i propri capricci.

Daniele Pugliese, giornalista, cronista, direttore di quotidiani ha all’attivo numerose pubblicazioni e saggi che spaziano dai personaggi toscani della cronaca nera ai più innocui sigari, alle logge massoniche e alla loro storia. I racconti di Daniele Pugliese, torinese di nascita, prendono forma dalla critica a personaggi della letteratura universale come Jorge Luis Borges, Italo Calvino, Dino Buzzati. È nel metodo mimesico dell’immedesimazione psichica trovare la chiave di lettura per salvare e dissuadere così la fanciulla Else dall’insano ultimo atto che porterebbe inevitabilmente alla morte per suicidio la sventurata donna.  Arthur Schnitzler, per ovvie ragioni drammaturgiche, non c’è riuscito ad evitarle la morte, ma il nostro buon samaritano, addirittura, paragonandola a “mille altre che avrebbero potuto somigliarle”, il suo tentativo l’ha fatto! In “Io la salverò, signorina Else” Daniele Pugliese giustifica il comportamento personale dell’aiuto, in questo modo: “Siamo fatti così, siamo fatti di questi scatti di generosità e di queste desolazioni, e di molto altro ancora, crocerossine al mattino e cecchini all’ora del tè. Non ho inventato niente di nuovo: lei (la signorina Else) sarebbe andata in suo soccorso (in soccorso di suo padre in gravi disagi economici), ed io (D.P.) ho cercato di essere misericordioso. Cerchiamo di salvare perché vorremmo essere salvati o perché non siamo capaci di farlo da soli e neanche di farci aiutare da chi lo potrebbe. Ma non è in gioco una vita umana, è la vita umana che è un gioco. E io non l’ho ancora imparato.”

È nella prestigiosa cornice dell’Istituto Italiano di Studi Germanici, nel complesso della storica Villa Sciarra, a Monteverde, che in questa primavera 2013,  Portaparole Editore di Emilia Aru, ha presentato il pamphlet di Daniele Pugliese  “Io la salverò, signorina Else”. Il grido relativamente contenuto dell’S.O.Else dell’autore è stato moderato dalle letture drammaticamente intense della sempre brava Susanna Marcomeni preceduta dai saluti di Anna Lisa Secchi delle Politiche Culturali del Municipio Roma Centro Storico; l’evento è stato introdotto da Fabrizio Cambi dell’Istituto Italiano di Studi Germanici e presentato da Roberto Venuti dell’Università degli Studi di Siena.

Emilia Aru, nata in Sardegna a Suelli (CA) in una notte fresca di luglio ed olezzante di intensi profumi salmastri di piante mediterranee, così riflette sui fatti della sua vita: “… li vedo sovrapposti e impilati come tanti fogli di carta, dove ogni tanto uno dei fogli svolazza imponendomi una rilettura del mio passato: è dal mio passato, ma guardando nel futuro, che ho costruito Portaparole.”

Emilia AruChe aggiungere; la forza e la determinazione di Emilia Aru ha fatto sì che nel 2006 ricevesse dalla Presidenza della Repubblica italiana il “Premio Traduzione Nazionale”. Per il contributo apportato alla cultura in Italia e nel mondo, è stata insignita nel 2010 dal ministro alla Cultura Frédéric Mitterand del grado di “Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres”.

Sempre per meriti culturali ha ricevuto il Premio Aidda (Associazione Imprenditrici Donne Dirigenti d’Azienza) 2010 per la sezione Sardegna.

 

Portaparole Editore è una casa editrice multilingue e senza frontiere con uno sguardo alle altre nazioni europee ma con le radici ben salde nella cultura che identifica l’Italia.

È anche vero che la letteratura europea non ha confini di nazioni poiché le vicissitudini degli autori stessi portano a rivedere il concetto di confine; per esempio quale paternità dare a Kafka, scrittore ebreo di lingua tedesca, nato a Praga? O a Rilke poeta austriaco, morto in Svizzera che scriveva in francese e in italiano? O a Conrad scrittore polacco che scriveva in inglese? E oggi a Kundera, praghese come Kafka, che scrive in francese?

Portaparole Editore è bilingue, pubblica in italiano e francese.

La rigogliosa nascita di nuove case editrici mi fa ricordare una frase finale de “La signorina Else” di Arthur Schnitzler: “Tutti cantano. Cantano i boschi e le montagne e le stelle. Non ho mai udito una melodia così bella. Non ho mai visto una notte così chiara.” Per uno scrittore valido che voglia pubblicare la sua opera, oggi non c’è alcun problema, basta affidarsi alla casa editrice giusta!

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