Crea sito

Panormus Pictures nasce dall’idea di Rosario Geraci conosciuto nell’ambito cinematografico come Roy Geraci: Direttore di Produzione, Sceneggiatore e Regista. La decennale esperienza nel settore della Produzione Cinematografica ne determina la crescita professionale e la realizzazione del progetto.

È di questi giorni la notizia di ciò che Roy Geraci sta intraprendendo, ovvero la realizzazione del suo film, prodotto, scritto e diretto da lui stesso.

Un cambio di vita radicale, libero dalle interferenze del business cinematografico,  che apre la via ad un modo nuovo di concepire la realizzazione dell’opera cinematografica. È proprio vivendo sulla propria pelle il rischio dell’impresa che Roy Geraci, siciliano di nascita, si è investito di tale responsabilità per dar linfa vitale alla Panormus Pictures! Sarebbe proprio questa l’incognita esistenziale verso la quale Roy Geraci andrebbe incontro, nel caso la sua idea geniale avesse quel successo che tutti i suoi collaboratori attendono, credendo in lui e nel suo progetto, che in fin dei conti è diventato ormai anche il loro. In definitiva si tratta del primo Ecofilm con l’applicazione di nuove tecnologie improntate al risparmio energetico che contribuirà ad una evoluzione del mondo cinematografico.

In questo contesto non è sufficiente che la sua nuova iniziativa cinematografica sia valida nell’idea di fondo, ma è necessario anche ciò che già esiste, ovvero una vera e propria proposta strutturata nella presentazione e articolata nella spiegazione del valore che avrà il suo film e le tecniche eco sostenibili adottate per la realizzazione dello stesso.

Tutto ciò per raccogliere evidenze in merito alla sostenibilità ed ai ritorni dell’investimento e tranquillizzare in questo modo i partner già in essere ed i potenziali partner dell’iniziativa. Il motto comune della Panormus Pictures è: lavorare in team.

Il film “L’Amore non crolla mai” affronta la devastante tragedia del terremoto in Abruzzo, dove le sinergie di sentimenti contrastanti tra un gruppo di giovani studenti e la paura contingente, evidenziano le loro aspettative, vanificate e infrante dal tragico evento.

 

D – Roy, ci parli del tuo progetto e del significato che dai alla tua scelta di libertà nel fare cinema?

 

R – La notte del 6 aprile alle ore 03,32 il mio letto ebbe un sussulto. Da siciliano, avendo vissuto tale esperienza , capii che poco distante era accaduta una disgrazia.

Durante il giorno i media mi diedero purtroppo conferma del mio timore e di quanto fosse grave il  quadro generale.

Mi colpì soprattutto la storia di un piccolo paese, Onna, completamente distrutto dal sisma e che già in passato, durante la seconda guerra mondiale era stato teatro di un tragico evento, ovvero la fucilazione perpetrata dall’esercito tedesco di 17 civili innocenti. Quell’episodio mi fece profondamente riflettere sulle analogie che talvolta la vita ci propone, quasi che un imponderabile nemesi si divertisse a scegliere i luoghi nei quali manifestarsi. Passare dalla riflessione al desiderio di narrare una storia fu passo breve ed inevitabile, creando un filo che unisse il passato al presente irrompendo con forza nella vita di un gruppo di ragazzi come tanti altri.

Volevo però dare un risvolto positivo anche a quello che poteva apparire come un destino avverso, attribuendogli una funzione catartica quale evento estremo che ha il compito di portare alla luce il meglio di noi, al di là di divisioni, invidie, cattiverie, incomprensioni, slealtà.

Notavo infine il grande ruolo svolto dalla macchina degli aiuti che aveva tempestivamente saputo dare le giuste risposte all’emergenza, con la mobilitazione di tutti i corpi dello Stato come la protezione civile, l’esercito, i carabinieri, la guardia di finanza, la croce rossa, la guardia forestale, diverse organizzazioni umanitarie, aziende e delegazioni estere.

Mi colpiva anche la buona celerità della ricostruzione, pur nelle difficoltà oggettive, gli iter burocratici, la crisi economica, etc.

 

D – Il tuo primo film “L’Amore non crolla mai” lo definisci un ecofilm; in cosa consiste questa definizione, nella scelta del materiale utilizzato per la realizzazione della tua opera prima?

 

R – Il progetto vanterà un’importante innovazione tecnologica, un esperimento che sicuramente segnerà l’inizio di una nuova tendenza: “L’Amore non crolla mai” sarà infatti il primo ECOFILM al mondo, avendo già registrato l’idea, intendendo per questo l’utilizzo di tecnologie non inquinanti ad ogni livello, dai trasporti a GPL o ELETTRICI all’impiego di materiali riciclabili nei costumi e scenografie, illuminazione con generatore fotovoltaico e lampade a basso impatto eco-energetico.

Completa il cerchio innovativo il ricorso alla tecnologia 3D per la ricostruzione di eventi spettacolari ed ambienti ed a telecamere super HD di ultimissima generazione nelle riprese.

Grande spazio infine al singolare rapporto che lega questa parte dell’Abruzzo alla Germania: nel 1944 un eccidio brutale, dal 2009 un ampio, straordinario riscatto iniziato con i primi aiuti ai terremotati e continuato con un contributo alla ricostruzione concretizzatosi in modi diversi, tanti quante sono le esigenze di un popolo che nel corso di una sola notte ha perso il frutto del lavoro di una vita e gli affetti più cari.

Un film che al di là di orrori e disagi fosse il veicolo di un messaggio di speranza anche nel più terribile dei disastri, l’amore (in qualsiasi forma) non crolla mai… constatando che tempi e tecnologie riguardanti l’eco compatibilità e il risparmio energetico sono ormai maturi per una loro applicazione in ambito audiovisivo professionale, si propone di ricercare professionalità e fornitori di servizi in grado di applicare queste conoscenze non solo nella realizzazione di eventi rivolti al pubblico ma nella produzione vera e propria di un lungometraggio.

 

D – Hai un piano strategico che riguarda lo sviluppo del tuo Ecofilm?

 

R – Gli ambiti nei quali potrà evolversi l’applicazione di queste nuove tecnologie che daranno vita e forma al mio Ecofilm riguardano principalmente le pratiche improntate al risparmio che si arricchiranno man mano con l’aiuto dei professionisti coinvolti e possono essere così anticipate:

1) risparmio energetico:

– spostamenti con mezzi a bassi consumo e inquinamento come veicoli a metano o elettrici,

– erogazione di energia elettrica da impianti fotovoltaici trasportabili di ultima generazione;

2) catering:

– alimenti a base di prodotti locali (filiera corta) o biologici,

– utilizzo di posate, stoviglie, tovaglioli in materiale ad alta biodegradabilità (mater-bi),

– praticare la raccolta differenziata in tutte le occasioni in cui questa è possibile,

– evitare gli sprechi anche con un’adeguata valutazione delle porzioni alimentari richieste;

3) costumi e scene:

individuare professionisti in gradi di fornire, ad esempio, vestiti realizzati con materiale di recupero, o

scenografie riciclabili;

4) riprese:

utilizzare le nuove tecnologie del video digitale al posto della tradizionale pellicola;

5) promozione:

ridurre il più possibile l’uso della carta per comunicazioni ed advertising, privilegiando internet, o nell’utilizzo solo di carta riciclata.

In conclusione posso dire che è innegabile che l’eco mediatica di una tale iniziativa si rifletterà non solo sul film in quanto tale, ma

sull’insieme della produzione attirando in tal modo l’interesse di tecnici, ricercatori e investitori: questi sono i miei propositi!

Il percorso tracciato da questa esperienza potrà replicarsi, inoltre, in altri ambiti dell’audiovisivo (cortometraggi, tv, manifestazioni dal vivo, ecc), nutrendosi di competenze nuove in una crescita esemplare e virtuosa.

Sinceramente vorrei mobilitare le realtà produttive del settore in ambito nazionale alla partecipazione della realizzazione della suddetta opera cinematografica ed in questi giorni è in corso la realizzazione e la registrazione del logo ECOFILM per dare un marchio di qualità alle future produzioni cinematografiche e televisive che rispecchiano i canoni dell’idea intuita e registrata da me, Rosario Geraci. Ciò procurerà, di certo, la massima attenzione dei media al comparto, essendo il mio film, il primo prodotto del settore.

 

Il Casting Director è la professione che fin dagli anni ’80 si affianca, di buon grado, ai desideri del regista.

Il Casting Director, è una figura imprescindibile nella costruzione di un cast, sia perché altamente specializzato nel leggere e capire le diverse sceneggiature, che nell’individuare gli attori più idonei all’interpretazione delle stesse.

 

D – Per questo tuo film hai un Casting Director che si affianca alle tue scelte?

 

R – Purtroppo non ho un casting director, o meglio, ne avevo uno ma non ha seguito il progetto secondo i miei canoni di lavoro!

 

La Panormus Pictures oltre ad essere una casa di produzione cinetelevisiva è una vera e propria società di servizi e risulta che i servizi offerti sono molteplici e favoriscono la buona resa del lavoro filmico sia a livello progettuale che pratico. La Panormus Pictures è la nuova realtà che coinvolge finalmente anche i giovani filmaker che vogliono realizzare i propri cortometraggi e lungometraggi, documentari, fiction, spot televisivi, video clip.

 

D – Se il Filmaker è colui che realizza un prodotto audiovisivo curando in prima persona le fasi della realizzazione, dall’idea alla scrittura della sceneggiatura, alla scelta delle location, alle riprese, al montaggio finale; Roy Geraci si considera un filmaker?

 

R – Assolutamente si

 

D – Un servizio che la Panormus Pictures offre agli attori che vengono scelti dal regista e dal casting director è la preparazione per stare davanti alla macchina da presa; la consideri una vera scuola di recitazione, o meglio, una vera e propria Accademia d’Arte Drammatica? A prescindere dall’essere scelto per un film, è possibile frequentarla?

 

R – Questi erano i presupposti e gli accordi presi con il Casting Director: avere una scuola per preparare gli attori alla macchina da presa che possa far risparmiare tempo e denaro alla produzione, ma dal momento che purtroppo è decaduta la fiducia  nell’operato del Casting Director posso affermare che le scuole sono sempre i templi dell’arte, e noi ci limiteremo, si fa per dire, a formare direttamente sul set. Potremmo sempre organizzarla una scuola di formazione per tutti gli attori che verranno scelti per interpretare dei ruoli nei films che la Panormus Pictures produrrà. E forse allora sarà possibile dare la possibilità di frequentarla ai giovani attori usciti dalle varie accademie e scuole di recitazione.

 

D – Roy Geraci iniziò giovanissimo ad interessarsi al cinema, prima per gioco con una handycam e poi hai iniziato la tua gavetta per arrivare al ruolo di ispettore di produzione ed in seguito di direttore; che ricordi hai di quei tuoi esordi?

 

R – Sono stati difficili ma edificanti hanno fatto si che io adesso sia quello che sono.

 

È di fondamentale importanza evidenziare che il film di Roy Geraci “L’Amore non crolla mai” tratterà la devastazione dell’Abruzzo non da un punto di vista oggettivo come può essere un docufilm, ma farà rivivere quel panico attraverso tante piccole storie riguardanti le singole esperienze di vita di un gruppetto di studenti che si ritrovano nel campus universitario con l’obiettivo di laurearsi e, loro malgrado assistono sulla propria pelle alla fine di tante vite, tante speranze spezzate senza un apparente motivo se non un tragico disegno divino.

 

D – In uno dei tuoi film, “L’uomo che toccò le stigmate”, hai avuto tra gli interpreti attori di prim’ordine come Angelo Infanti, Tiberio Murgia, Salvatore Bila, Ernesto Mahieaux, Roberto Madison, Gianni Azzolini, Rita del Piano, Angela Ferlaino e tanti altri. É un film che parla della scoperta dei codici di Nag Hammadi a Luxor nel 1945 e parla degli insegnamenti di Cristo riportati su quelle pergamene. La storia di quel film è un messaggio d’amore che hai voluto comunicare; anche in questo tuo prossimo film, “L’Amore non crolla mai”, si parla d’Amore; cosa è per te l’Amore?

 

R – Per me l’amore è l’energia fondamentale della vita , con questo nome indico soprattutto il Creatore, Dio.

 

Il soggetto del film “L’Amore non crolla mai” si riferisce ad una storia realmente accaduta nelle ore precedenti il terremoto d’Abruzzo. È la storia vissuta da sei giovani che si troveranno a smussare alcuni lati del proprio carattere, qualcuno addirittura lo cambierà e crescerà in fretta. Nella comunità studentesca si è spensierati e i vari flirt amorosi si alternano a telefonate in Africa mentre l’orologio del terrore scandisce gli attimi del terremoto. Una prima scossa, una seconda più forte e poi tutta una serie di altre scosse che in successione sempre più ravvicinata hanno distrutto l’Aquila e i paesi limitrofi. I sei giovani, in preda al panico, cercano di scappare dal terremoto, si aiutano l’uno con l’altro ma, all’improvviso si accorgono che uno di loro è rimasto sotto le macerie; riuscirà a salvarsi? I rimpianti, le angosce, le coscienze di ognuno di loro sono messe a dura prova ed i forse e i ma, si susseguono in un repentino sconforto che li porterà a ripensare al loro frivolo comportamento. Forse è stato proprio il sacrificio di quel ragazzo e di centinaia di persone rimaste uccise, a risvegliare il sentimento di solidarietà e d’Amore, poiché l’Amore non crolla mai, mentre la nuova vita sta per ricominciare!

Giuseppe Lorin

 

Roy Geraci e l’idea vincente della Panormus Pictures

Comments are closed.