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“Ferma, voglio scendere!”, il libro di Silvana Famiani, si apre con una riflessione: l’amore alimenta il mondo, lo rende unico nel suo genere, tra le tante sfaccettature. Già dalla prima pagina si viene catturati e proiettati a pensare a questo sentimento particolare e complesso. Molti i filosofi, i poeti, gli scrittori che si sono espressi sull’amore. L’autrice in questo caso con una sottile e delicata ironia ci accompagna a capire l’importanza della parola amore, di quanto ogni essere umano sia diverso e abbia una personalità che lo identifica: “…ognuno di noi ha una propria forma-mentis, una propria logica, una propria coscienza, un proprio pensiero!”.
Il libro ci riporta per assonanze nel titolo ad un film degli anni settanta diretto da Giancarlo Cobelli “Fermate il mondo…voglio scendere!”, dove un gruppo di giovani anticonformisti e ribelli vivono insieme in un piccolo appartamento. Soltanto una donna del gruppo, Scilla, troverà la forza di continuare a ribellarsi ad una società consumista, ma il suo atteggiamento la esporrà a una serie di spiacevoli incidenti.
Anche Silvana Famiani cerca di far sentire il suo dissenso a determinate realtà, stimola con astuzia il lettore, lo porta ad interrogarsi costantemente. Il tono confidenziale del linguaggio, la sempicità dello stile, mettono ad agio, tanto che diventa inevitabile dare una propria opinione sugli argomenti trattati. Il pensiero inteso come attività della mente, come processo di elaborazione di idee, immagini, desideri, è responsabile delle azioni e va oltre l’istinto. Ecco allora che si viene messi di fronte a delle scelte.
L’invito riflessivo che l’autrice fa è un continuo confrontare il passato ed il presente, toccando tematiche svariate: il progresso, la clonazione, la tecnologia, la povertà, la fame, l’inquinamento, la politica, la religione, il consumismo. Il rigoglio meditativo, la varietà dei temi, scaturiscono una narrazione incisiva, mirata, che non si limita a descrivere globalmente l’esistenza. La Famiani sa indignarsi con veemenza, ci richiama alla responsabilità, in virtù di una saldezza di pensiero. Capace di mettere in rilievo i grandi perchè che accompagnano l’umanità da millenni, con la massima sincerità e trasparenza porta alla luce concetti di ampio respiro. Le domande e le considerazioni sono validi spunti per fermarsi un attimo a prendere consapevolezza di ciò che accade intorno a noi. In un mondo frenetico come quello odierno, riuscire con determinazione e coraggio ad affermare i propri pensieri, è un atto da apprezzare notevolmente.
La Famiani, al di là di un assiduo meditare esistenziale, possiede quell’ironia che spezza e dà uno slancio originale al contenuto.
L’impegno etico e morale dell’autrice è materia viva per non dimenticare, per non ripetere gli stessi errori del passato. Il passaggio nel libro dedicato alla favola nera di Chernobyl, il disastro ambientale che ha segnato in negativo la storia, vuole mettere in evidenza come “ora stiamo costruendo una grande civiltà globale, basata sulle stesse fondamenta del mondo che ci ha preceduto”.
Silvana Famiani attraverso la scrittura misura, valuta, racconta la realtà stabilendo un contatto emotivamente profondo con il lettore. Ferma, voglio scendere! non è solo un libro di narrativa che fa riflettere, raccoglie anche validi versi dialettali e alcune poesie che racchiudono luci ed ombre della nosta umanità.

Michela Zanarella

Silvana Famiani: Ferma, voglio scendere!